…Bin Laden è morto. Giustizia è fatta! Ora il mondo è migliore! La vittoria della Democrazia
americana…
Sono solo alcune delle frasi che accompagnano la barbara gioia di un mondo perso nella violenza,
soddisfatto della vendetta, fiero delle sue mani insanguinate.
Non giudico la vendetta dei disperati, non condanno il sollievo e la gioia effimeri di chi ha perso
amori, affetti e amicizie per volontà di un folle e scellerato.
Non voglio però che altri folli e scellerati, premi nobel per la pace eletti a capo di nazioni e popoli,
omiciattoli e lacchè depravati e senza etiche ci trasformino tutti in mandanti di altri omicidi e stragi.
Chi ha perso tutto e a cui nulla rimane non deve diventare mandante di nuove vendette, non paga la
taglia ai sicari, non trova riscatto nella democrazia imposta attraverso la guerra e la morte.
Bin Laden è morto. Il suo corpo è stato gettato nel mare ma nulla è finito, nulla è migliore di prima
e nessun affetto perso potrà ritornare. Siamo già al giorno dopo e non c’è nessuna democrazia
migliore e più ampia, nessun popolo sollevato, nessun rischio allontanato.
Scelleratezza dopo scelleratezza rimangono solo i morti, cadaveri di uomini “umani” e di vili
disumani travolti dall’odio e dalla “giusta” vendetta. Nessuna legittimità o ragion di stato potranno
trasformare l’odio e la vendetta in giustizia, nessun mandante è oggi un eroe, nessun omicida può
essere elevato a giustiziere. Non c’è civiltà nel giubilo insanguinato!
Roberto