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La mafia uccide solo d'estate


Chiunque abbia mai visto una puntata de "Il testimone" conosce perfettamente lo stile ironico e leggero con cui Pif è capace di raccontare gli argomenti più delicati. La mafia è certamente uno di questi e il perché sia così importante per Pif è presto detto: l'essere cresciuto durante gli anni delle uccisioni di mafia lo ha portato a conoscere in modo molto particolare sia ciò che la mafia rappresenta sia come agisce.

L'obiettivo del film di Pif è proprio quello di raccontarci la mafia attraverso gli occhi di un "piccolo Pif", imbranato e chiuso nella sua bolla di cristallo, e la sua progressiva crescita, in parallelo ad una romantica storia d'amore, delicata e ingenua come può nascere solo fra due bambini.

Finito il film sarà difficile aprir bocca, le risate lasciano posto ai lacrimoni mostrando in un colpo solo tutta la potenza espressiva di quest'opera prima, capace di narrare una storia in modo personale e intimo, andando a toccare quei nervi scoperti della democrazia italiana, incapace di combattere quel fenomeno culturale che è la mafia.

Matteo

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Il clan dei Siciliani - Scout testimoni di mafia


Questo sabato e domenica nel salone Nicodemo di Bussoleno sarà aperta la mostra "Il clan dei Siciliani - Scout testimoni di mafia" (qui l'evento di Fb). Di che cosa si tratta?
Quest'estate Bussoleno e Susa sono andati in Sicilia a cercare di essere più informati riguardo la mafia.
Questo lavoro si è concretizzato in questa mostra, una raccolta di pensieri, informazioni, emozioni.
Siete tutti invitati a partecipare, perché condividiate con noi la nostra esperienza.

Matteo

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Mafia al Nord


"Il comune di Desio viene sciolto per infiltrazioni mafiose. Un fatto storico e mai avvenuto in Lombardia. La scelta, dettata dalle ultime inchieste sulla presenza dellecosche in Brianza, ha portato alle dimissioni undici consiglieri del centrosinistra e sei della Lega Nord."

Chi è che aveva detto che la Lega Nord a differenza degli altri partiti non c'entra con la mafia al nord?

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Volpe Astuta resiste!



La base Volpe Astuta

Immaginate un luogo di ritrovo, di confronto. Immaginate che parecchia gente, chi del luogo, chi di passaggio si impegni per migliorare questo luogo. Immaginate il sudore, la fatica, la soddisfazione di vedere questo luogo crescere, di farne in qualche modo parte.

Immaginate tutto questo e poi provate ad immaginare come ci si possa sentire quando in un luogo simile, in un bene confiscato alla mafia e gestito dall'Agesci, avviene un furto. Immaginate che non sia la prima volta. Momenti di lavoro, sacrifici distrutti in una nottata da furfantelli.

Il buco nel muro della base

Un buco nel muro che porta con se pesanti domande, perché quel gesto? E tristi risposte; la mafia non è sconfitta come si vuol far credere, esiste ed è una questione da risolvere. Questa base è un simbolo di ciò che è l'impegno contro la mafia; sostituire il putridume di ciò che appartiene alla mafia con lo splendore di ciò che una comunità civile ed onesta crea. Ecco perché il buco ed il furto non hanno fermato la base; ecco perché il muro è già riparato e si è pronti a ripartire. Perché in tutta Italia ci sono tante piccole realtà di persone che nel quotidiano continuano a resistere, a portare avanti la propria causa. Ed è da qua che bisogna ripartire per un nuovo futuro.

La base riparata
Matteo

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Beni confiscati abbandonati (Lecco) pt.2

Continua la storia del bene confiscato a Lecco di cui avevamo parlato la settimana scorsa. Dopo aver condiviso su Oknotizie il post ho ricevuto una risposta che riporta le risposte della regione e del comune di fronte a questo problema. Siccome la storia aveva interessato molte persone riporto qua i testi delle due risposte.

Buongiorno Paola, la ringrazio molto per la segnalazione, che ho girato ai rappresentanti IDV nel Comune di Lecco. Verificherò se sia possibile intervenire anche a livello regionale ma temo non sia così facile (questione di competenze...) Le sarei grato se volesse continuare ad inviarmi le sue segnalazioni: il contatto diretto è indispensabile se si vuol dare un senso all'attività politica! Un saluto cordiale, a presto

Gabriele Sola consigliere regionale IdV Lombardia

Gent.ma Sig.ra Paola

Ho ricevuto la sua segnalazione dal consigliere regionale Gabriele Sola in merito alle foto sul bene sequestrato alla malavita organizzata e ubicato a Lecco. La vicenda è un po diversa da come purtroppo viene descritta sul portale web e anche su molti organi di stampa. Non nego comunque lo stato di decadenza in cui versa l'immobile (che del resto è sotto gli occhi di chiunque passi da quella strada!). Una nuova amministrazione di centro sinistra si è insediata a Lecco ad aprile di quest'anno. Questo è una tra le tantissime cose ricevute in "regalo" da 16 anni di Leghismo. Questo è il risultato di chi per 16 anni non ha mai purtroppo voluto metter mano al problema . E' da maggio che stiamo cercando, non senza difficoltà, di districare questo ginepraio. Però queste azioni e la loro pubblicità inopportuna in termini di tempistica fatte da qui Lecco Libera, movimento giovanile di protesta, se da un lato hanno il merito di mantenere i riflettori accesi sulla faccenda, dall'altro ci rallentano di molto come amministrazione nelle possibili soluzioni al problema. Le rallentano perchè vanno a tirare delle "badilate" su quella serie di risoluzioni che si stanno costruendo tra noi ente locale, associazione Libera, la Prefettura, le Banche che sono titolari delle ipoteche sui beni ricevuti. La normativa nazionale su casi analighi è infatti purtroppo un po complessa. Penso sarebbe opportuno parlare a cose fatte, presentando il problema/i che ci sono stati e le risoluzioni che si sono trovate (servendo così magari anche a livello regionale per situazioni analoghe). Ritengo che così si debba intendere quella differenza tra la protesta pura e dura (sicuramente necessaria a risvegliare le coscienze), e la protesta dura e pura ma successivamente concretizzata con soluzioni e proposte alternative, ottica in cui lavora e agisce l'Italia dei Valori differenziandosi così dai movimenti di protesta.

Un cordiale saluto

Ivan Donato Assessore Comune di Lecco

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Beni confiscati abbandonati (Lecco)

Una foto del degrado del bene confiscato
Fotografare il degrado di un bene confiscato alla mafia e mai sfruttato dall'amministrazione pubblica potrebbe diventare un reato.
Un membro dell'associazione "Qui Lecco Libera" è infatti indagato per essere entrato nel bene confiscato (la pizzeria Wall Street, confiscata nel 1996 ai Trovato) ed avere scattato delle foto per documentare il totale stato di abbandono del bene.

Il bene, assegnato al Comune di Lecco, non è mai stato sfruttato, una vera sconfitta per l'antimafia. Infatti ogni terreno sottratto alla mafia e riutilizzato con successo è un colpo basso per essa, una dimostrazione che è possibile esistere anche senza mafia.

Il gesto di questo ragazzo è comunque molto utile, facciamo girare le foto del bene, così che sotto pressione il Comune decida di trovare un'utilità a questo bene.

Le foto del bene

Matteo Nurisso

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In Sicilia per scoprirne la bellezza e crescere un po'


Mi sono imbarcato sull’aereo senza sapere bene quali esperienze avrei vissuto nel mio viaggio in Sicilia. L’idea era di ripercorrere le orme di chi ha combattuto con tutte le sue armi contro la mafia e la mentalità che da essa deriva, di lasciare il mondo metaforicamente un po’ migliore di come lo si era trovato. Con queste idee sono partito da Torino ed al mio arrivo ho trovato una regione particolare.

Siamo stati accolti da un gruppo di scout di Cinisi con grande gioia, ci hanno dissetati (mamma mia ragazzi che impresa trovare un po’ d’acqua fresca!), introdotti in questa regione che ha due lati molto diversi tra di loro. Da un lato c’è la criminalità organizzata, la mafia, che punta ai suoi interessi, spesso con il benestare dello stato che avrebbe il compito di sgominarla e dall’altro vi è un gruppo di persone con ideali forti e giusti, che forse un po’ per caso, talvolta per opportunismo, ma più spesso semplicemente per coerenza e ribrezzo si oppongono a questa mentalità.

A Cinisi abbiamo visitato la Casa-memoria in ricordo di Peppino Impastato, una di quelle persone che aveva deciso liberamente di mettere a repentaglio la propria vita per denunciare gli intrallazzi della mafia locale. In quella casa si respira l’aria della resistenza, non di quella partigiana, ma di quella spontanea in ogni uomo onesto, quella che permette al giorno d’oggi d’indignarsi ancora per l’ennesimo scandalo di uomini di potere ed il totale disinteresse dei politici per il popolo. Quella che probabilmente oggi rappresenta l’unica speranza di uscire una volta per tutte da questo circolo di politica spazzatura e politici vecchi, bigotti e in malafede.

Dopo Cinisi è stata la volta di Palermo, dove dopo una visita della città abbiamo raggiunto la base Volpe Astuta, un bene sequestrato alla mafia e tuttora gestito dall’Agesci. Questo forse è divenuto il mio personale simbolo di lotta concreta alla mafia: toglierle ciò che rende per usarlo a favore dei cittadini e dello stato. Questa base è stata ed è tuttora oggetto di vandalismo da parte della malavita, ma ha saputo reagire con forza ogni volta ristrutturando l’abitazione al centro dell’immenso terreno.

La base di Cinisi
Durante la permanenza alla base Volpe Astuta ho avuto la fortuna di poter incontrare Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia con un vile attentato. La discussione, perché non si è trattato di un monologo, ma di una vero momento di condivisione, è stata molto interessante e in gran parte dominata dalle parole di Paolo Borsellino. Rita Borsellino ricorre infatti molto spesso alle parole del fratello per rispondere alle domande, non per incompetenza, ma perché esprimersi meglio di lui è veramente difficile.

Ci ha spiegato le ragioni della sua discesa in campo, del suo ruolo di “guida” assunto dopo le stragi di Falcone e Borsellino quasi per caso, grazie al calore dei Siciliani che in quegli anni seppero alzare la testa di fronte alle prepotenze della mafia organizzando grandi manifestazioni. Non vuole che si parli di Paolo come di un eroe, perché il suo comportamento fu semplicemente di persona coerente.

La base Volpe Astuta
La parola chiave per sconfiggere la mafia è infatti secondo Rita proprio coerenza, insieme all’informazione possono essere le armi in mano a tutti noi. Inoltre bisogna cercare di privare la mafia dei suoi due interessi principali: soldi e potere, ecco perché la confisca dei beni è un mezzo molto efficace; privare la mafia delle fonti di reddito illegali e convertirle in legali la ferisce doppiamente. E’ proprio per questo motivo che l’idea di vendere all’asta i beni confiscati è un vero e proprio autogol: nessuna persona desidererà mettersi apertamente contro la mafia acquistandone un terreno ed allo stesso tempo sarà molto facile per la criminalità riacquistare un terreno tramite un prestanome.

Infine si è discusso dell’ultimo ruolo di Rita nella politica attiva: Eurodeputata del Pd (come indipendente) al Parlamento Europeo. Rita sta analizzando lo sviluppo della mafia nei paesi Europei che purtroppo oramai non è più un’esclusiva italiana. Ma anche all’interno dello stesso Parlamento Europeo sono molte le persone di cui diffidare, con un passato oscuro o dai processi per reati tuttora in corso e perciò poco idonee ad occupare ruoli del genere. E così che nasce spontanea la domanda “ma come si fa a stare in mezzo a questi esseri?”. La risposta è semplice: per cambiare la politica non si può fare altro che entrare in campo noi stessi in prima persona e reagire denunciando gli interessi personali dei nostri politici ogni volta, così da poter portare in campo le proprie proposte di cittadino onesto, sbagliate o giuste che siano, saranno proposte pensate per la comunità e non per se stessi.

Infine voglio concludere l’articolo riguardo questo viaggio sicuramente importante per me con un primo passo concreto per poter cambiare le cose, l’ultimo suggerimento di Rita è stato infatti quello di iniziare dalla politica a livello locale; un buon esercizio per tutti quanti può proprio essere quello di iniziare a frequentare i Consigli Comunali, per controllare ciò che accade nel piccolo ambiente che è il proprio Comune, chissà che non nasca la voglia di scendere in campo in prima persona.

Matteo

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Vergogna!

Rovinare le statue di Falcone e Borsellino è stato un atto vile e allo stesso tempo inutile. Le statue sono già state rimesse a nuovo e continuano le commemorazioni del popolo delle agende rosse che oggi ha sfilato in corteo a Palermo.

E' un atto inutile perché proprio in questi giorni sono emersi dati importanti per scoprire quel periodo buio di storia Italiana in cui lo stato sembrerebbe essere sceso a patti con la mafia. La mafia ha paura di tutto ciò, ma ne ha anche lo stato, per questo c'è la volontà di intimorire chi civilmente ricorda i propri eroi. Ma un atto del genere anziché spaventare e dividere unisce, insieme all'indignazione generale sono arrivati anche numerosi messaggi di personaggi politici sdegnati.

Ricordiamo Falcone e Borsellino con le parole scritte accanto alle statue danneggiate:

Giovanni e Paolo, due uomini liberi con le loro idee, nel sole, nell'allegria, nell'amicizia, fra la loro gente.

Matteo


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Peppino Impastato


32 anni fa moriva, ucciso dalla mafia, Peppino Impastato. Ringraziamo sempre chi combatte la mafia e non denigriamo.

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Da sostenitori di Emergency a detrattori di Saviano


Quando il gruppo viene creato i 3 operatori di Emergency sono ancora agli arresti, sono in tanti a firmare la petizione di Emergency sul suo sito.
Uno dei tanti gruppi viene creato a sostegno dell'associazione.

Il 16 aprile, dopo le dichiarazioni di Berlusconi riguardo Saviano e la mafia, inqualificabili, il gruppo a sostegno cambia completamente volto: il nuovo nome è

"Roberto Saviano, la vera mafia sei tu"
Non è la prima volta che un gruppo cambia nome, snaturandone il pensiero. Automaticamente i vecchi iscritti sono tutti reclutati nella nuova causa e così migliaia di sostenitori di Emergency diventano detrattori di Saviano, senza esserne informati.
Ma il creatore del gruppo è così stolto da dimenticarsi di cambiare le informazioni, rivelando il vecchio proposito di sostenere Emergency (foto a destra).

Naturalmente non si può fare nulla per arginare questo fenomeno, se non segnalare di volta in volta i gruppi che usano questo trucchetto e sperare che chi vede il nome di un proprio gruppo cambiato (di solito arriva una notifica), decida di uscirne se non condivide il nuovo pensiero.

Matteo

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Berlusconi attacca Gomorra e La Piovra

Berlusconi e Fini non sembrano aver trovato un'intesa, il litigio è duro ed una rottura sembra vicina. Ufficialmente il Governo minimizza: "Sono piccoli problemi interni ad una forza politica", ma sono in molti a dubitare, per esempio Bossi: "Non ho certezze, ma temo che la cosa non si rimetterà a posto. In caso di rottura ci sono le elezioni".

In questo clima, teso e scottante, il Berlusconi decide di parlare di mafia:

Berlusconi sottolinea che "la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta" anche per i film e le fiction che ne hanno parlato, come "le serie della Piovra" e in generale "la letteratura, Gomorra (di Roberto Saviano ndr) e tutto il resto".

Insomma, la Mafia non sarebbe un argomento così importante in Italia e all'estero se non se ne parlasse. Molto meglio tacere, non parlarne al popolo, di modo che esso non possa comprendere che qualche cosa non funziona.
Già, perché se chiunque scorresse l'home page di Repubblica scoprirebbe che sono stati chiesti 11 anni di reclusione per Dell'Utri.

"Il boss Vittorio Mangano era in contatto con Marcello Dell'Utri, che fu il tramite per l'assunzione del mafioso nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi"

Insomma, se il rapporto tra mafia e stato si fa sempre più evidente meglio non farlo notare.
O almeno questo è il pensiero della maggioranza. Poiché se un personaggio come Saviano è così famoso da aver venduto un sacco di libri ed allo stesso tempo vivere forzatamente sotto scorta, significa che probabilmente non ha scritto cazzate, ma qualcosa di vero e reale, la descrizione di un paese in cui la corruzione ed il malaffare sono cose comuni e ormai accettate e che ha bisogno al più presto d'invertire rotta.

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Di nuovo incendiato il presidio di Bruzolo



Continuano a presidiare i No Tav, chi può passa una notte al freddo, ma tra gente amica, scaldandosi il cuore. E' difficile però riuscire a essere presenti in tutti i presidi, soprattutto in quelli meno interessati dalle trivellazioni farsa.
C'è chi ha approfittato di tutto ciò: gente senza coscienza, da far vergogna agli stessi genitori, che ha dato fuoco la notte di domenica 31 gennaio al presidio di Bruzolo.
Si tratta del terzo incendio doloso in tre settimane: il primo è stato appiccato proprio a Bruzolo il 16 gennaio (nostro articolo), senza riuscire a distruggere completamente il presidio, il secondo a Borgone (nostro articolo 1- articolo 2), ieri notte è arrivato il terzo ed ha concluso l'opera del primo, distruggendo il presidio.

Ecco i fatti narrati da un No Tav presente al momento dello spegnimento dell'incendio:
"Alle 22.06 circa arriva la chiamata ai vigili del fuoco avvertiti da un automobilista di passaggio che vede la fiamme propagarsi dall’interno della struttura, all’arrivo dei pompieri la struttura è ormai compromessa totalmente; alla fine dello spegnimento rimangono le strutture di ferro piegate e qualche pezzo di legno carbonizzato. Tra le 20.58 e le 21.46 i vigili del fuoco erano intervenuti per incendi di sterpaglie prima sulla statale in direzione Torino a poche centinaia di metri del presidio e subito dopo sempre per sterpaglie incendiate alla rotonda di Chianocco dove c’è l’ingresso in autostrada."

(Fonte: Carta)

Non ci sono parole per descrivere la rabbia e lo sconforto che ogni persona con una coscienza civile prova di fronte a questi atti violenti. Se lo scopo è di fermare i No Tav il metodo non è questo, perché come ricordava oggi un ragazzo su Facebook il vero presidio è dentro di noi. La vera preoccupazione è per chi presidia, perché un incendio di quel genere avrebbe potuto uccidere qualcuno che ipoteticamente dormiva all'interno del presidio stesso.

Se volete aiutare a ricostruire i presidi Carta ha lanciato una raccolta di fondi:
Carta ha lanciato una campagna di sottoscrizione solidale per la ricostruzione del presidio di Borgone. Per sostenere i No Tav valvusini utilizzate la bottega di Carta aggiungendo al carrello la quantità di sottoscrizioni da 10 Euro che volete. Oppure fate un bonifico bancario sul c/c IBAN IT 98Z 0306930130100000090744 intestato a Sergio Bar, indicando come causale “Nuovo presidio di Borgone”

Matteo Nurisso

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Tav = Mafia


Sul Musiné prima c'erano due scritte: No Tav e No Mafia. Un gruppo di giovani ha rimosso il No alla scritta Tav e riconsegnato alla Bresso, la legittima (??) proprietaria.
Ma l'ingegno e la creatività Valsusini non si sono fatti fregare; ecco che prontamente viene rimosso il No anche alla scritta No Mafia e un uguale si inserisce tra i due sostantivi a formare un'equazione verificata, senza incognita perché già nota.
Tav = Mafia. Mettiamocelo in testa.
Matteo Nurisso

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Incendiato il presidio di Bruzolo


Ieri sera il presidio No Tav di Bruzolo è stato incendiato da ignoti, provocando danni gravi (come è possibile intuire dalla foto) alla struttuta.
La natura dolosa dell'incendio, in un primo momento messa in dubbio dalla polizia, ha trovato oggi conferma: si tratterebbe di un incendio innescato dalla combustione di alcuni copertoni (Fonte: Tgr).
I No Tav sono in questo periodo impegnati su più fronti, per difendere la Valle di Susa, ma non solo, dall'arrivo delle trivelle, così il presidio di Bruzolo ieri sera era vuoto. I primi ad accorgersi dell'incendio, hanno chiamato i Vigili del Fuoco e subito una folla si è radunata attorno al presidio, sequestrato dalla Polizia per accertamenti.
I No Tav hanno discusso sull'accaduto e, disgustati dall'atto di stampo terroristico e mafioso, hanno organizzato per stasera un fiaccolata, con partenza dal presidio di Bruzolo e arrivo davanti al Comune.
Il ritrovo è alle ore 21.00, muniti se possibile di fiaccole o torce.
Ricercando in internet la notizia ho scoperto che non è la prima volta che un incendio si propaga "casualmente" vicino ad un presidio No Tav: nel 2008, poco prima di Natale era stato appiccato un incendio sempre in prossimità del presidio di Bruzolo, ma era stato debellato in tempo. Anche in quel caso si trattò di un incendio doloso. (Fonte)

Matteo Nurisso

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Pensieri in musica volume 6



Eccoci alla sesta puntata della rubrica settimanale Pensieri in musica.
La canzone di oggi è dei Modena City Ramblers ed è ispirata al film "I cento passi", tratto da una vera storia di mafia.
Si tratta della storia di un ragazzo, figlio di un amico di un boss mafioso, che si ribella al sistema mafioso, fino a candidarsi alle elezioni comunali. Il ragazzo pagherà con la vita le sue idee, insieme al padre.

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Navi dei veleni .. continue


Sabato 24 ad Amantea in Calabria c’è stata una manifestazione della cittadinanza per alzare la voce sulle navi dei veleni, una realtà ormai chiara ma che in ogni modo viene sottaciuta. Com’è possibile che un tale disastro ambientale, un crimine così grave per di più con chiare indicazioni di connivenza con il mondo politico non meriti costantemente la prima pagina di tutti i giornali?
I punti critici sollevati dai manifestanti fanno venire brividi, e vi voglio allegare qui sotto il documento con cui è stata convocata la manifestazione. Sono chiaramente riportata anche le richieste che queste persone fanno al mondo politico: arriverà una risposta?

Alessio Meyer

Nessuno ci deve più imbrogliare!
BASTA VELENI
DA AMANTEA UNA SOLE VOCE:
“Riprendiamoci la Vita, Vogliamo una Calabria Pulita!”

Nella valle del fiume Oliva è stata accertata la presenza di un fortissimo tasso di radioattività; lo confermano i rilievi effettuati dall’Arpacal per conto della Procura di Paola, dai tecnici del Ministero dell’ambiente e dai Carabinieri del NOE.

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Il papello fra Stato e Cosa Nostra


Ecco le immagini del papello che costituiscono un documento che proverebbe la trattativa che stava impegnando lo Stato e la mafia.

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Grandi parole volume 1

Voglio iniziare oggi una nuova rubrica del blog: i migliori interventi di uomini politici e non, i discorsi importanti per la storia e i discorsi sui temi attuali.
Inauguro la rubrica con un discorso molto recente: si tratta dell'intervento di Roberto Saviano, l'autore di Gomorra che ormai è costretto a vivere sotto scorta, durante la manifestazione di sabato 3 ottobre a Roma, proprio per la libertà di stampa. Spero che questa nuova rubrica possa interessare chiunque passi di qui e farlo riflettere un po'.

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Manifestazione delle Agende rosse - Salvatore Borsellino



E' commovente e speranzoso Salvatore Borsellino mentre parla alla piazza, alla manifestazione delle Agende Rosse. Ascoltatelo, sentirete il parere di un uomo onesto e con degli ideali, che parla per rabbia (sua definizione) e che spera e crede che qualcuno prenderà a cuore la sua causa, perché Borsellino e Falcone non siano morti invano.

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