Con lo scandalo dei soldi utilizzati impropriamente dalla Lega Nord e dalla famiglia Bossi è tornato alla ribalta la proposta, peraltro già avallata da un referendum popolare poi aggirato dai politici, di eliminare completamente i finanziamenti pubblici ai partiti, siano essi rimborsi elettorali o altre forme simili.
Se in linea di principio chiunque potrebbe essere d'accordo bisogna però provare, con uno sforzo di astrazione, a pensare a cosa potrebbe succedere in un'ipotetica Italia in cui ogni partito deve fare campagna elettorale contando solo sui propri soldi.
In quest'ipotetica Italia i partiti avrebbero diversi modi di finanziare le proprie campagne elettorali: potrebbero chiedere soldi ai propri elettori, con iniziative di autofinanziamento, oppure potrebbero chiedere soldi ad aziende, finendo magari per dover cedere a quest'ultime, modificando il proprio programma elettorale.
Probabilmente la soluzione migliore sta nella giusta misura e non negli estremi. Non è per nulla giusto che i partiti vivano totalmente sulle spalle degli italiani, ma non è neanche possibile che vivano senza alcun contributo, poiché sarebbe troppo grande il rischio che diventino sempre più S.P.A. e sempre meno contenitori di idee e progetti per il futuro dell'Italia.
Matteo
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