Travaglio - I lunedì dell'imputato Berlusconi


Anche oggi l'appuntamento settimanale con il Passaparola di Marco Travaglio.

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Libero di essere processato


Oggi Berlusconi si è presentato ad un processo in cui è coinvolto come imputato. Come era prevedibile una folla dei cosiddetti "Promotori della Libertà" si è presentata per sostenere il premier. Alcune fonti sostengono che a questi sostenitori siano stati dati 20 euro ed un panino. Al di là di queste polemiche, ciò che mi preoccupa è la visione che il berlusconismo vuole imporre: una lotta politica.

Nessuno vuole giudicare Berlusconi con programmi tv o con semplici dibattiti, quello che si pretende è che Berlusconi sia processato come chiunque altro. Poiché la maggior parte dei suoi processi è finita a causa di leggi proposte e varate dai suoi stessi governi e non per assoluzione viene spontaneo chiedersi cosa sarebbe successo se quelle leggi non fossero state fatte. E' logico che per quei processi già chiusi la legge assolve Berlusconi, ma di fatto, non essendovi una risposta chiara alla domanda "ha commesso il reato?" si apre il dibattito ad ogni tipo di risposta.

Se Berlusconi si fosse fatto processare come ogni altro cittadino il problema non sarebbe esistito, sarebbe stata evidente la sua colpevolezza o non colpevolezza. Ma siccome egli stesso si è esonerato dai suoi processi viene il dubbio e, credetemi, in certi momenti diventa quasi certezza, che abbia varato quelle leggi perché era colpevole.

Spero veramente che questi processi in cui è attualmente imputato possano giungere al termine, qualunque esso sia il risultato, ma che finiscano, che finalmente per una volta si sappia se Berlusconi quei reati per cui è imputato li ha commessi o no. Non voglio l'ennesima prescrizione dietro cui pararsi, pretendo che il processo giunga ad un termine. Paradossalmente sono più promotore delle libertà io: la libertà è anche avere il diritto di dimostrare la propria innocenza in tribunale, aspetto con ansia che Berlusconi si decida a sfruttare questa sua libertà, di certo io non sono qui per impedirglielo.

Matteo

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Viaggio a Chernobyl


Nei giorni successivi all'incidente, più grave del previsto, alla centrale di Fukushima in Giappone, mi sono imbattuto in un diario di viaggio molto particolare: si tratta delle foto e dei pensieri di Elana Filatova, motociclista che durante i suoi viaggi in moto ha deciso anche di esplorare i dintorni della tristemente famosa centrale di Chernobyl.

Il sito, presente a questo indirizzo, è tradotto per la maggior parte in Italiano e presenta foto di più viaggi a Chernobyl, l'ultimo nel 2010. E' un'ottima occasione per conoscere che cosa accada ad una zona colpita da un disastro nucleare, per vedere la vastità degli effetti e rendersi conto di come questo disastro non crei danni solo a noi presenti, ma si protragga nei prossimi secoli, danneggiando l'umanità futura.

E' molto interessante leggere le considerazioni personali dell'autrice, non un fervente attacco anti-nucleare, semplicemente una riflessione, così come dovrebbe avvenire per ognuno di noi. Il sito per chi abbia voglia di informarsi presenta link a numerosi video sull'argomento e anche diari fotografici di altri viaggi, ad esempio un viaggio in elicottero sopra un gulag abbandonato.

Matteo

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Guerra?!


La decisione di appoggiare la risoluzione Onu che chiedeva la No Fly Zone ha creato spaccature all'interno della maggioranza e ha visto a sorpresa l'appoggio del PD. Già in un altro articolo abbiamo parlato del ruolo dell'Italia nelle operazioni, ma in questo articolo volevo fare alcune mie considerazioni personali.

Se penso alla decisione di bombardare la Libia mi vengono i brividi. Come è possibile pensare che la soluzione alla violenza sia altra violenza?

Tutte le cosiddette missioni di pace non si sono rivelate dei successi e quella che doveva essere l'esportazione della nostra democrazia (che mi rimanda alla tetra espressione secondo cui il colonialismo era il fardello dell'uomo bianco) si è rivelata un fallimento.

Inoltre penso a quella che alle medie mi è stata descritta come la mamma di tutte le leggi: la Costituzione. All'articolo 11 dice ciò:

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

Siccome l'attacco militare in Libia mi pare a tutti gli effetti una guerra per deporre Gheddafi, trovo nella Costituzione, dal mio punto di vista, una denuncia di ciò che l'Italia sta facendo: utilizzare la violenza e la guerra come strumento di risoluzione di questioni internazionali.

Un discorso a parte meritano gli interessi che spingono Francia e Usa a proseguire nella lotta a Gheddafi: il possesso del petrolio è stato il principale motore delle "missioni di pace" degli ultimi anni e questo nuovo intervento non fa eccezione; di nuovo l'esportare democrazia è la facciata ipocrita dietro cui nascondersi.

Non è possibile utilizzare questi metodi per risolvere una situazione che è complicata e per cui in passato, quando la situazione era trattabile senza l'uso di violenza, si è sempre stati indifferenti o complici. Semmai questo è il momento di impegnarsi diplomaticamente e con posizioni forti, ma sempre non violente, per far cessare ogni violenza.

Matteo

Per leggere un altro parere consiglio questo articolo e quest'altro.

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