Mai auguri più sgraditi



Caro (… è solo una forma di cortesia, mi creda) Commissario Governativo Virano

Mi chiedo cosa sia passato per la testa, a lei o ai grafici cui ha affidato il compito di comporre il biglietto augurale dell’Osservatorio, per ottenere un tale nefando risultato! Forse una mente deviata, pressata fino all’ossessione da una stramaledetta linea ferroviaria che solo lei e pochi e potenti interessati vogliono? Forse un involontario e subcosciente sabotaggio interno all'Osservatorio?
Qualora lo scrupolo la muovesse all’azione non tenti di correre ai ripari: la Valle nella quale lei è il più odiato fra i personaggi pubblici ha già visto e ha già dato il suo lapidario giudizio. Mi chiedo come sia possibile che la Valle non abbia ancora vinto la sua battaglia contro la NLTL nonostante i suoi clamorosi autogol, i suoi costanti, ripetuti ma sempre sottaciuti insuccessi, il suo agire per menzogne e sotterfugi, il suo celebrare il consenso dove il consenso esiste solo nelle sue parole (spero non nelle sue convinzioni).
Forse con l’esercito, le forze dell’ordine, la magistratura, le commendatrici dell'ultima ora e con le ignobili compagini governative arruolati al proprio servizio risulta tutto più semplice.
Per Natale non le auguro nulla. Ci penserà, con la misericordia che lo contraddistingue, quel piccolo bambino che lei ha deciso di far nascere nel maledetto buco di culo del suo mondo!


A sarà dura! (… più per lei che per noi)

Roberto


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La mafia uccide solo d'estate


Chiunque abbia mai visto una puntata de "Il testimone" conosce perfettamente lo stile ironico e leggero con cui Pif è capace di raccontare gli argomenti più delicati. La mafia è certamente uno di questi e il perché sia così importante per Pif è presto detto: l'essere cresciuto durante gli anni delle uccisioni di mafia lo ha portato a conoscere in modo molto particolare sia ciò che la mafia rappresenta sia come agisce.

L'obiettivo del film di Pif è proprio quello di raccontarci la mafia attraverso gli occhi di un "piccolo Pif", imbranato e chiuso nella sua bolla di cristallo, e la sua progressiva crescita, in parallelo ad una romantica storia d'amore, delicata e ingenua come può nascere solo fra due bambini.

Finito il film sarà difficile aprir bocca, le risate lasciano posto ai lacrimoni mostrando in un colpo solo tutta la potenza espressiva di quest'opera prima, capace di narrare una storia in modo personale e intimo, andando a toccare quei nervi scoperti della democrazia italiana, incapace di combattere quel fenomeno culturale che è la mafia.

Matteo

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Non bisogna dichiararsi fascisti per esserlo




Vedo le notizie e le immagini di questi giorni e il mio animo si incupisce. Torino sembra essere la città in cui la manifestazione dei cosiddetti forconi sta prendendo più piede e ciò non può che dispiacermi. Perché di fianco a una rabbia legittima, dovuta a una politica che sembra fare sistematicamente il contrario di ciò che va fatto, sta nascendo uno spirito reazionario che rischia di nuocere ancora di più a tutto il Paese.

Il video che ho inserito sopra rappresenta tutta la mia inquietudine. In ogni manifestazione possono accadere episodi di violenza; sparuti gruppi di individui possono danneggiare ad un'intera lotta se armati di bastoni e non di cervello, ma in questo caso stiamo assistendo a qualcosa di più grave e pericoloso. Questo video, così come altri che circolano in rete, mostra cittadini comuni minacciare negozianti o passanti, costringendoli loro malgrado a unirsi a una protesta. Probabilmente nessuna delle persone riprese dichiarerebbe di essere fascista. Ma nella realtà non c'è nessun bisogno di dichiararsi o no una certa persona per esserla nei fatti: comportamenti come quelli accaduti a Torino rappresentano episodi di squadrismo a tutti gli effetti.

Matteo

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Il 25 aprile è vivo!

Sono sparito dal blog. Dopo aver scritto un articolo a gennaio sono di nuovo scomparso e non sono mai riuscito a trovare un motivo abbastanza forte per convincermi a ritornare a scrivere.

Chiunque sia un cittadino informato sarà rimasto deluso dalle notizie dell'ultimo mese, a partire dalle elezioni che hanno mostrato un paese in balia di indecisi, illusi e gente in malafede. Gli ultimi giorni poi, sembrano aver dato la mazzata finale. Un "nuovo" governo sta per riportare il paese nella stessa situazione dalla quale il risultato elettorale voleva allontanarsi.

Sembra lecito lasciarsi prendere dallo sconforto e accettare altri mesi o anni di pagliacciate, immobilità e leggi vergogna. Invece occorre riuscire a reagire.

Le elezioni, per quanto disastrose, hanno dimostrato che le persone che ricercano un cambiamento della situazione attuale sono una maggioranza. Ognuno ha votato secondo coscienza e diversi partiti sono andati a contendersi il voto di una stessa categoria di persone, gli indignati. Queste persone rappresentano la maggioranza del paese e, seppur non concordino sulla totalità degli argomenti, hanno dei punti in comune. I partiti purtroppo non sono riusciti a mettere da parte le differenze ed i pregiudizi, ma noi cittadini possiamo farlo.

La rassegnazione deve lasciare il posto alla speranza, alla voglia di cambiare. Se il cambiamento non avverrà con i politici, ciò non vuol dire che nessun cambiamento possa essere messo in atto. Ognuno di noi può contribuire in qualsiasi modo a migliorare il paese in cui vive. Per quanto la politica possa essere cieca e sorda, ogni giorno si ha prova concreta di quanti si impegnino nelle associazioni e con il volontariato per fare la loro parte.

Spero che il 25 aprile di quest'anno possa avere questo significato, il 25 aprile non è morto, anzi si rende sempre più necessario resistere alla politica che sempre di più delude. Partecipiamo, informiamoci e soprattutto, continuiamo ad avere speranza e essere noi per primi il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo.

Matteo

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