Archive for 2011

A l'è mey 2011


A distanza di quasi due anni continuano i momenti in cui stare insieme in allegria, per divertirsi e ricordare Alessio con gioia.
L'appuntamento è venerdì 23 dicembre al Polivalente di Bussoleno, dove si mangerà insieme e si farà festa. Nella serata sarà presente una veglia rover, momento di riflessione e musica dal vivo. Inoltre sarà esposta una mostra dell'associazione Amani riguardo gli sbarchi a Lampedusa.

E' possibile seguire tutti gli eventi e gli aggiornamenti dalla pagina di Facebook, nonché dalla pagina dell'evento.

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Bispensiero

Con l'insediarsi del Governo Monti la situazione politica è  mutata. Se prima il Governo Berlusconi godeva di una maggioranza rosicata e unita solo sui voti di fiducia per la paura di perdere il vitalizio, ora la maggioranza è sicuramente molto più ampia e solida.
Quello che però fa più impressione è come si siano evolute le linee di pensiero dei partiti più numerosi.

Il Pd, il partito di opposizione più numeroso, si trova ora in maggioranza e sembra appoggiare, seppure con qualche riserva, il piano lacrime e sangue di Monti, che non si discosta granché da quello proposto da Berlusconi e a suo tempo osteggiato con vigore.

La Lega, che è invece passata da forza di maggioranza all'opposizione, ora ripudia quelle stesse idee che prima appoggiava.

Insomma, con il nuovo governo i partiti hanno dovuto scegliere tra la coerenza con le proprie idee e la convenienza politica. Come accedeva con il bispensiero di Orwell i principali politici hanno fatto un repentino cambio di casacca e di idee, convinti di essere perfettamente coerenti.

 Matteo Nurisso

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Meglio "figli di papà" che di Cota

Sono figli di papà, gente che può permettersi di stare tre mesi accampata e comprare maschere antigas più costose di quelle della polizia
Così Cota definisce i manifestanti che lottano contro la linea ad alta velocità. E aggiunge anche:
L'ambiente è importante ma è importante anche realizzare la Tav perché è un'infrastruttura che ci collega all'Europa, e noi abbiamo bisogno di infrastrutture perché non possiamo rimanere indietro rispetto agli altri paesi
Oltre al trito e ritrito slogan "rimarremmo fuori dall'Europa", ridicolo sempre di più, mi spaventa il fatto che l'ambiente sia importante ma... Sinceramente penso che la salvaguardia dell'ambiente che ci circonda sia un valore molto più importante della crescita infinita quanto inutile.

Essere definiti figli di papà da una persona come Cota non può che onorare tutti i No Tav. L'invito è sempre quello di venire a vedere i presidi, di scoprire che molta gente passa a fare visita nei momenti liberi, sacrificando proprio tempo libero per la collettività.

Matteo

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Tra liberismo e cospirazionismo

Homepage dell'Unità

Il governo Berlusconi IV è caduto ieri sera, con le dimissioni consegnate a Napolitano alle 21.43 e il quirinale assediato da una folla stremata, ma festante. Non abbiamo neanche avuto il tempo di festeggiare l'ormai pressoché certo arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti che la macchina del complottismo si è inesorabilmente avviata, sospinta dal sempre più diffuso e italianissimo pessimismo che, condito con un pizzico di ignoranza, crea il mostro del qualunquismo.
Eh già, Monti non è il personaggio credibile a livello internazionale a cui l'Italia, nella persona del suo Presidente della Repubblica, ha affidato la guida del governo: è l'uomo attraverso cui le Banche, l'Europa, il Nuovo Ordine Mondiale – insomma, non importa chi, ma qualcuno che sicuramente è brutto e cattivo – controllerà il nostro paese per fare gli interessi dei Men in Black, siano essi bancari, politici, petrolieri, lobbisti o rettiliani.
Monti, infatti, dopo anni di carriera accademica e un decennio di lavoro in Commissione Europea, ha lavorato come International Advisor nel Research Advisory Council della Goldman Sachs, quindi è intellettualmente dipendente da tale banca, quindi è pedina di GS, quindi da domani saremo governati dalle banche. Non fa un grinza, giusto?
No.

Goldman Sachs è un istituto bancario che nel 2008 contava 32.569 dipendenti – TRENTADUEMILACINQUECENTOSESSANTANOVE! – , e dubito che chiunque abbia un posto di lavoro, qualunque esso sia, diventi mentalmente ed ideologicamente succube dei vertici dell'azienda: questo vale anche per il Professor Monti, il cui incarico, tradotto in italiano, è semplicemente “consulente internazionale del consiglio consultivo della ricerca”. Al massimo è lui, quindi, a influenzare in quanto consulente la banca, e di conseguenza l'Italia comanda la GS – ma siccome il complottismo non mi piace in tutte le sue salse, scarterei anche quest'idea.
La verità è che Monti è un uomo della Goldman Sachs quanto l'operaio cinese è uomo della Apple e quanto io sono uomo dell'Università degli Studi di Torino.
Per intenderci, anche tra il 2006 ed il 2008, con Prodi, eravamo “governati dalla Goldman Sachs”.

 Il problema vero non è chi sia Monti, ma semmai che cosa farà il suo governo – che, ricordiamolo, ha la fiducia del Parlamento ed è, di conseguenza, democratico almeno quanto lo era il precedente. Finché si parla di istituzione di una patrimoniale per diminuire i 1900 miliardi di debito italiano, io ci sto: i sacrifici di oggi, giustamente fatti da chi ha di più, servono per risparmiare, domani, almeno una parte dei 70 miliardi che paghiamo ogni anno come interesse sul debito.
Finché si parla di lotta all'evasione fiscale, io ci sto e, anzi, faccio salti di gioia.
Finché si parla di ridurre privilegi ci sto, senza però ridursi al populismo alla Grillo contro 952 parlamentari, ma ampliando le proprie vedute anche a scuole paritarie, finanziamenti all'editoria, rimborsi elettorali, istituzioni religiose.
Il problema arriva quando si parla di liberalizzazioni: la vera questione su Monti, dal mio punto di vista, è la sua visione liberista, che determinerà meno interventismo statale sul mercato, meno diritti garantiti ex lege, meno servizi pubblici, meno protezione per le fasce deboli della società, meno assicurazioni sulla qualità di certi lavori attraverso l'abolizione di certi ordini professionali. Per non parlare di privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico, il quale invece potrebbe creare, ben valorizzato, maggiori entrate strutturali spalmate nel tempo al posto di basse, ma immediate, entrate una tantum.
Tra tutti questi provvedimenti, però, non si nomina, a mio avviso, il più importante: il cambio della legge elettorale, perlomeno con il reinserimento del “Mattarellum”, senza il quale andremmo a nuove elezioni per la terza volta con il “Porcellum”, che ci consegnerebbe per altri 5 anni un nuovo Parlamento di nominati, per di più senza maggioranze stabili.
E saremmo punto e a capo.

Marco Roberti

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Il Piemonte senza Memoria


Terra del Fuoco è un'associazione che da anni si occupa di organizzare il Treno della Memoria. Questa esperienza rappresenta per i partecipanti, tutti giovani e futuri cittadini, un'occasione per conoscere e comprendere, fare memoria e soprattutto crescere come cittadini pensanti e autonomi.

In poco tempo sono diventate tante le regioni coinvolte nel progetto e sempre più ragazzi hanno potuto partecipare, aiutati da contributi della regione e del comune di appartenenza.
Oggi la regione Piemonte ha deciso di togliere i fondi destinati a sostenere questo progetto. Con ingenuità, stupidità o malizia si rischia di privare moltissimi ragazzi piemontesi della possibilità di partecipare al Treno della Memoria.
I costi senza i fondi della regione infatti diventerebbero troppo onerosi per certe famiglia, facendo sì che il progetto diventi solo per un'elite di benestanti. Ecco perché il Piemonte è senza memoria: il rilancio del paese deve avvenire anche e soprattutto da un rilancio del ruolo di cittadino, da queste occasioni di memoria e crescita personale.
Ostacolarle significa non avere una politica lungimirante o, più maliziosamente, non avere a cuore il futuro dell'Italia. Perché solamente conoscendo il passato si può vivere il futuro.

Matteo

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La Valle militarizzata


Penso che la Valle di Susa sia militarizzata.

Penso che la Valle sia militarizzata perché alla parola Chiomonte tutti pensano a quello.
Penso che la Valle sia militarizzata perché non passa giorno senza che il rumore di un elicottero della polizia sia sentito in tutta la Valle.
Penso che la Valle sia militarizzata perché oramai sta diventando una cosa normale partire per manifestare prendendo precauzioni contro i lacrimogeni.
Penso che la Valle sia militarizzata perché oramai l'autostrada viene normalmente chiusa perché possano passare i mezzi della polizia, ma la causa viene addossata ai No Tav.
Penso che la Valle sia militarizzata perché di fronte agli ingressi delle autostrade ci sono delle sbarre pronte a chiuderla in qualsiasi momento.
Penso che la Valle sia militarizzata perché un'intera zona di essa è recintata.
Penso che la Valle sia militarizzata perché contro cittadini hanno schierato militari.
Penso che la Valle sia militarizzata perché nei luoghi dove molti alpini sono nati, hanno avuto il coraggio di mandare gli alpini.
Penso che la Valle sia militarizzata perché si è pericolosi se si portano dei limoni.
Penso che la Valle sia militarizzata perché a manifestare si rischia il carcere.
Penso che la Valle sia militarizzata perché la polizia ferma le macchine con la paura che all'interno ci siano "spie No Tav".
Penso che la Valle sia militarizzata perché il sindaco di Chiomonte da dello spacciatore a degli studenti.
Penso che la Valle sia militarizzata perché se si organizza un banchetto informativo in una scuola arrivano i carabinieri.
Penso che la Valle sia militarizzata perché a protezione di un cantiere si sente la necessità di ergere un muro di cemento.
Penso che la Valle sia militarizzata perché in fondo, piano piano e con la complicità dei giornalisti, ci vengono tolte libertà fondamentali.

Matteo Nurisso

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.. e voi dove eravate?


Sono ormai trascorsi più di due mesi dalla manifestazione di Exilles e Chiomonte organizzata in risposta allo smantellamento "manu militari" del presidio della Maddalena di Chiomonte del 27 Giugno. Da allora mi sono quotidianamente indignato; ogni giorno ho dovuto reprimere moti di umano odio verso ignobili politici, rabbiosi agenti vittime di una lobotomia di stato, amministratori dediti al meretricio politico, proni e servili scribacchini, colpevoli indifferenti.
Ho la magra consolazione che per nessuno di costoro ci sarà un tributo di dignità, di rettitudine morale, di riconoscimento storico-politico. Semplicemente passeranno lasciando il segno di una razzia di denari e di un rabbioso rancore.
Mi amareggia però, dopo settimane di attesa, osservare che i nostri "benpensanti", i "miti", colti al calar del sole del 3 di Luglio, da un moto irrefrenabile di pacifismo, inorriditi dai "difensivi" lanci di pietre e in obbligo di scrivere, giudicare e sentenziare, sono caduti nel silenzio. Non ho visto nessuno di loro arrampicarsi sugli alberi come il nostro eroe e compagno Turi. Non ho visto nessuno di loro avanzare nudi fra i sibilanti lacrimogeni al CS. Nessuno si è steso a terra davanti a un mezzo meccanico divenuto violento per servile e svenduta volontà di un uomo.
Il digiuno lo hanno lasciato agli "empi", "scellerati" e "giornalistici" black block, rei di aver costruito barricate e di disubbidire al sistema in ogni modo, magari attraverso umane debolezze e sbotti di ira e violenza.
Ci si poteva, forse, attendere presenze e azioni di mediazione, pacifici tentativi di negoziazione fra chi usa violenza per uno stipendio e chi risponde alla violenza per difendere se stesso, i compagni e un'intera valle. Niente è accaduto, nessun benpensante l'ho visto veramente e pacificamente impegnato in quella democratica opposizione che, a tratti diviene lotta, e che ai loro occhi è apparsa quale terribile violenza.
Non ho mai lanciato un sasso. Tendo al pacifismo sapendo di non essere un pacifista, ammiro le azioni pacifiche, eclatanti e coraggiose sapendo di non avere il coraggio di riproporle. Se mi chiedete di promettere che mai lancerò un sasso, il mio diniego diventa obbligo di coscienza. Le situazioni decideranno per la mia mano e questa potrebbe augurarsi di avere pietre alla sua portata.
Perdonatemi cari "benpensanti" ma allontano la violenza del giudizio e della sentenza e sto dalla parte di Nina e Marianna.

Roberto

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Un popolo determinato e unito - Assemblea No Tav del 6 luglio


Ieri sera si è tenuta un'assemblea No Tav. Il luogo e l'ora di questi eventi sono ormai diventati una consuetudine, tanto da permettere che un'assemblea possa essere annunciata il pomeriggio stesso e vedere la partecipazione di centinaia di persone, tante da riempire il Polivalente di Bussoleno. Si tratta di una delle poche manifestazioni evidenti di democrazia che si possono ancora trovare qui in Italia.
La forma dell'assemblea è sempre la stessa, consolidata da più di 20 anni di lotta: prima dell'inizio viene stilata una lista di oratori, che durante la serata avranno a turno il diritto di parlare, fare proposte, fino a quando tutti avranno proferito il proprio pensiero. Un moderatore cerca di fare rispettare i 3 minuti che sono concessi ad ogni oratore e presenta i vari personaggi.
L'assemblea di ieri sera è stata molto importante. Si è tenuta infatti a due giorni dalla manifestazione No Tav tenutasi il 3 luglio a Chiomonte, il movimento No Tav ha bisogno di un momento di sfogo e riflessione. La gente attende trepidante l'inizio dell'assemblea; l'umore è a mille e molti hanno ancora negli occhi le scene che su Youtube e Youreporter si possono vedere con un solo click.

Il primo a parlare è Fabiano Di Bernardino. Lo fa con un video che sta suscitando molto interesse nel web. Si tratta di un ragazzo arrestato e malmenato dai poliziotti che lo avrebbero arrestato. Parla delle violenze che ha dovuto subire, percosse e insulti, sputi e urina. A questo primo video si susseguono poi numerose immagini dei lacrimogeni ad altezza uomo e dei sassi lanciati dai caschi blu.
La prima parte della serata sarà dedicata soprattutto a fare chiarezza su ciò che è accaduto, su quali sono stati gli errori, ma anche ciò che è funzionato bene. Con il susseguirsi degli interventi vengono ribaditi alcuni concetti, primo tra tutti la solidarietà a chi è tutt'ora in arresto o in ospedale in seguito agli scontri di domenica. Un importante ringraziamento viene inoltre dedicato a chi è riuscito a trovare del tempo per raggiungere la Valsusa e rispondere all'appello No Tav. Arriva infatti molto forte la solidarietà degli amici del No dal Molin e da chi occupa il Teatro Valle. Non mancano riflessioni su quanto anche molti intellettuali, politici e cantanti stiano sempre più vicini al movimento. Giunge infatti inaspettata la notizia di una nascente amicizia di Sabina Guzzanti con il movimento, insieme ai recenti concerti di Caparezza e Subsonica, entrambi esibitisi con bandiera No Tav bene in vista.
Parla poi la madre di uno dei ragazzi rimasti feriti, Jacopo, in ospedale a Susa con due costole rotte e un ematoma al fegato, e alcuni amici di Marta, ragazza in arresto al carcere La Vallette. Chiedono solidarietà, ma anche qualche contributo economico per sostenere le spese legali.

Le proposte per nuovi eventi ed iniziative si susseguono numerose. Spesso le idee sono contrastanti, ma sono sempre espresse con chiarezza, senza la pretesa di imporre il proprio pensiero. Tutti concordano sul continuare la lotta con tenacia, determinazione e pacifismo.
Tuona forte un applauso alla notizia che l'accordo economico tra Italia e Francia non è ancora arrivato, che oggi non si è fatto altro che posticipare una delle tante criticità del progetto.
Anche la Fiom partecipa all'assemblea, a nome del sindacato parla infatti Eiraudo, venuto in realtà solamente per ascoltare, ma coinvolto nella discussione. Propone una fiaccolata per venerdì 8 a Torino, per dimostrare il carattere pacifico del movimento e tentare di coinvolgere anche le popolazioni torinesi. La fiaccolata partirà alle ore 21.00 da Piazza Arbarello ed è promossa dal comitati per i beni comuni. Al termine della serata vengono raccolte le adesioni per organizzare dei pullman che partano dalla valle.
Riguardo la sassaiola i pareri sono divergenti. Si prende atto che il lancio di oggetti è avvenuto da entrambe le parti. Sono in molti purtroppo a sostenere i lanciatori di pietre, ritenuti da questi indispensabili per autodifesa, soprattutto dopo l'utilizzo di violenza da parte delle forze dell'ordine considerato totalmente fuori luogo. Fortunatamente c'è chi si sente lontano da questa realtà, come Turi Vaccaro, pacifista ed attivista No Tav, il quale annuncia assieme al suo amico Nicola uno sciopero della fame che inizierà il 20 luglio, in occasione dei 10 anni dal G8 di Genova.
Anche il "pool" di avvocati si è messo all'opera con una serie di iniziative. Infatti oltre ad un'azione difensiva essi intendono iniziare una fase offensiva, con denunce riguardo l'uso indiscriminato di gas CS, cancerogeno, e riguardo il mancato rispetto delle regole di ingaggio, evento che avrebbe reso molto più complicata una gestione pacifica o quanto meno sostenibile della manifestazione.
L'idea è quella di cercare di ricostruire gli eventi di domenica, così come venne fatto per il G8. Per realizzare ciò è necessario che chiunque ha da raccontare di eventi particolari o possiede video o foto si metta in contatto con il movimento per collaborare.

Nella serata si è discusso anche della militarizzazione della Maddalena, giudicata insostenibile. Si è inoltre scoperto che i permessi per entrare nella zona militarizzata possono essere emessi solo dal prefetto, andando così a prevaricare il sindaco di Chiomonte Pinard.
Alcune proposte per ritornare attivi nella zona di Chiomonte sono state lanciate da alcuni oratori. Prima di tutto per sabato alle 9.00 è stato organizzata una pulizia dei sentieri in cui sono avvenuti gli scontri, inoltre si è pensato di tenere un'assemblea alla baita di Chiomonte, per valutare la possibilità dell'istituzione di un presidio permanente. Su questo punto è stato forte il monito di Perino: "Se si decidesse di pulire i sentieri si va a fare quello e basta, ma se si decidesse di attaccarsi alle reti del fortino a quel punto lo si dice e si fa quello". In una parola sola la richiesta è quella di essere chiari nei propositi.
La serata si è conclusa con una speranza ed un ottimismo rinnovati, con un popolo unito e pronto a continuare a condurre la lotta No Tav che da oltre venti anni lo contraddistingue.

Davide e Matteo.

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La resistenza No Tav, quella vera


Ve lo giuro, questa mi video ha fatto piangere. Perché non è possibile che una persona che arrivi civilmente a parlare sia ignorata e riceva come risposte dei sassi da parte di chi rappresenta lo Stato. Non è possibile continuare così, non è possibile usare la violenza come mezzo dialettico, perché semplicemente non lo è. Perché in uno stato che si dica democratico un cittadino ha il diritto di esprimere con serenità le sue idee, ricevendo critiche, ma non violenza. Qua evidentemente si è dimenticato questo concetto, pensando di essere protetti dall'anonimato di caschi blu e maschere anti-gas, al sicuro dai gas nocivi. Mi ha fatto piangere perché semplicemente non è possibile, non è umano, non è immaginabile pensare che esistano esseri di questa bassezza morale e mentale. Perché non deve accadere più

Matteo

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Lettera aperta di un giovane No Tav a tutti i cittadini della Valle di Susa: la non-violenza non è un optional


Mi presento: mi chiamo Davide Favaro, abito sulla montagna di Condove ed ho partecipato attivamente al movimento No Tav, sia con le reti studentesche nel 2005 e poi, uscito dalle scuole di Valle come singolo cittadino. Oggi domenica 3 luglio 2011 ero presente alla manifestazione nazionale alla Maddalena di Chiomonte.
Vi scrivo perché ho assistito ad uno spettacolo indegno di violenza gratuita. Intendo dissociarmi nella maniera più netta possibile dai gesti orrendi compiuti dai violenti manifestanti incappucciati, ed attrezzati di tutto punto per condurre una premeditata guerriglia. Mi dissocio perché ritengo oltraggioso che questi esaltati abbiano monopolizzato una splendida manifestazione. Ho bisogno di farlo, per poter scendere nuovamente in piazza. Perché i giovani della Valle non siano associati a questi pazzi irresponsabili.
Sono deluso ed amareggiato. La nostra lotta contro il Tav è sempre stata una lotta apertamente nonviolenta, nella migliore tradizione della Valle di Susa, che grazie a persone eroiche come Achille Croce, ha da insegnare a tutta l'Italia. Abbiamo combattuto avendo bene in mente la consapevolezza che la nostra forza e la coscienza delle verità che manifestiamo e che solo con mezzi nonviolenti si possono ottenere i risultati più ambiziosi: quelli duraturi della sconfitta del “sistema Tav”. Invece oggi sui sentieri di Giaglione ho sentito ragazzi che pretendevano di insegnare a noi come gestire la nostra protesta, il tutto con il placet di alcuni individui di spicco nei movimenti No Tav per una impensabile “conquista” di aleatoria utilità simbolica e di nessun giovamento reale.

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Travaglio - TAV: giornali black col cervello in bloc


Il passaparola di Travaglio dedicato agli avvenimenti accaduti alla manifestazione No Tav del 3 luglio.

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Il Blitz alla Maddalena - No Tav

La Maddalena durante la battaglia
Arrivano alle 4.50 di mattina, così come tante volte nel passato. Come chi ha da nascondere qualcosa, con le tenebre arrivano, poliziotti e carabinieri. Annunciati da Maroni, con il benestare anche di quella finta opposizione che si fa chiamare Partito Democratico. Ma che in questa situazione di democratico ha saputo mostrare ben poco.
Qualcuno parla di una battaglia, certamente i metodi adottati dalle “forze dell’ordine” hanno molto a che fare con la guerriglia. Arrivano le ruspe, scortate dagli scudi, pronte ad abbattere le barricate dietro cui più di 1000 No Tav si trincerano. Lacrimogeni a grappolo o ad altezza uomo iniziano a rendere l’aria irrespirabile.
Sono le 7.00 quando mi sveglio, per ripassare qualcosa in vista della terza prova, quest’anno ho la maturità. Appena mi sveglio controllo su Facebook, da un mese a questa parte è diventata un’abitudine controllare se per caso nella notte sia successo qualcosa.

E’ incredibile come qua in valle si viva come sotto una costante minaccia. Ogni volta che passa un elicottero il pensiero va sempre al presidio alla Maddalena, alla resistenza che lì continua da più di un mese.

Stavolta hanno attaccato sul serio. Come degli stolti o come chi va per fare male. Come stolti perché da quando alla Maddalena vi è un presidio permanente la notte tra il 26 e il 27 giugno è stata in assoluto la più affollata, preceduta dall’imponente fiaccolata. Per fare male perché se si è cercata in modo volontario la notte più affollata è chiaro che l’obiettivo non era un sereno sgombero dell’area ma ciò che si è ottenuto, oltre 5 ore di resistenza, dolorosa, con un bilancio finale di oltre 30 feriti tra i manifestanti e con i giornali, questa volta più sudditi che mai, capaci di affermare che oltre 25 poliziotti sono stati feriti.


L'assemblea di Bussoleno
Ieri sera l’assemblea di Bussoleno ha dimostrato che il popolo No Tav è attivo e attento, pronto a riprendersi i terreni della Maddalena. Un Polivalente strabordante che non è riuscito a contenere tutte le persone giunte dalla valle per decidere le prossime mosse. I No Tav sono pronti a proseguire, per nulla intimoriti o scoraggiati da quello che è accaduto alla Maddalena. Era chiaro a chiunque che 2000 poliziotti in assetto anti-sommossa erano in grado di riprendere un lenzuolo di terreno, ma ciò è accaduto solamente grazie alla violenza e ad una militarizzazione degna di un regime. Che cominciare un cantiere in queste condizioni è chiaro a chiunque, figuriamoci finirlo.

Il Tav è un’utopia, l’ennesima opera di cui si vuole una data certa e una fine nel mai, perché la cricca possano compiere indisturbati i propri affari, incurante della disastrosa economia italiana e dei danni ambientali a cui anni e anni di osservatorio, peraltro di parte, non hanno saputo dare risposte soddisfacenti.

Stasera l’appuntamento è alle 20.30 davanti alla stazione ferroviaria a Susa, per ribadire con forza il No al Tav ed all’uso della violenza con una fiaccolata.

Matteo

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Travaglio - TAV in Val di Susa: né ora né mai


Oggi i due argomenti principali del Passaparola di Marco Travaglio sono il Tav e il sovraffollamento delle carceri.

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Tutti in piedi in streaming


Ora che l'evento Tutti in piedi è finito ed ha avuto un buon successo mettiamo qua i link ai video caricati dal Fatto Quotidiano per poter rivedere l'intera puntata.

Buona visione

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L'Italia peggiore


Se Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, non ha mai brillato per acume politico e popolarità, né ha mai dimostrato di saper raggiungere “altezze” intellettuali e morali degne di un ministro della Repubblica, ha ora toccato il fondo insultando i lavoratori precari della Pubblica amministrazione, definendoli “il peggio dell’Italia”. Se l’attuale governo e la sua miserrima compagine ministeriale hanno abituato gli italiani allo scandalo, ai pruriti sessuali di un patetico primo ministro, al disumano razzismo della Lega, al servilismo idolatra di lacchè e ruffiani verso il premier e al continuo ricorso alla legiferazione d’urgenza per parare culi e salvaguardare imputati e indagati dall’azione della “magistratura comunista italiana”, oggi la misura è colma e il vaso della democrazia “sottratta” sta versando tutta la sua fiele. Nessuna immunità, nessun impedimento, nessuna mitigazione possono permettere agli italiani di subire altri oltraggi, proni come le peripatetiche di stato o come i cercatori di alleanze della “scillipotiana” scuola. Brunetta non ha solamente sbagliato dimostrando fin dove può arrivare la sua bassezza morale e politica, né ha agito d’impulso nel clima di sbando di un governo che riceve sberle dagli elettori e che arranca maldestramente verso riforme promesse e mai concluse. Il ministro Brunetta è un estremista esagitato che ha frainteso e soverchiato i limiti del suo mandato e del pudore insultando pesantemente tutta la generazione precaria d’Italia. Solo per questo dovrebbe andarsene fra il clamore e il biasimo dell’intero Paese. Non pretendo scuse, che non potrebbero essere accettate, né mi aspetto che la alticcia e ormai furibonda cricca di governo prenda le distanze dal ministro. Resta solo la cacciata a suon di calci, il confino dell’abietto ministro in una zona oscura e disagiata, che sta oltre gli spazi politici e la memoria. Se l’Italia “migliore” non osa prendere a pedate l’indegno ministro occorre accettare il capovolgimento dei giudizi e affidare il compito a tutta l’Italia peggiore. Mirate bene! il calcio nel culo, data la scarsità di spazio fra i due, analoghi punti anatomici, potrebbe diventare un calcio sulla nuca.

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I risultati del referendum in Val di Susa e dintorni



In Val di Susa si è vissuto con grande interesse e con grande partecipazione questo appuntamento referendario. Cerchiamo adesso di vedere tutti insieme come è andato il voto nei vari comuni della Valle e nei dintorni con delle tabelle:







Matteo

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Volantino per il referendum


Domani andrò a volantinare a Torino per pubblicizzare il referendum e naturalmente i Sì ai 4 quesiti.
Per fare ciò mi sono preparato un volantino, per chiunque volesse stamparlo basterà cliccare sull'immagine e salvarlo sul proprio computer.

Matteo

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Travaglio - Referendum, quattro sì per voltare pagina

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Pro e Contro dell'energia nucleare


Il 12 e 13 giugno saremo chiamati ad andare a votare 4 quesiti su 3 temi: acqua pubblica, legittimo impedimento e nucleare. In questo articolo voglio concentrarmi su quest'ultimo tema, avendo fatto una discussione il più imparziale possibile su pro e contro di questa fonte di energia voglio condividere con voi le riflessioni che ci erano venute in mente.

Si noterà che molte affermazioni trovano il loro esatto contrario, ciò perché spesso sostenitori e detrattori del nucleare sostengono tesi opposte.

PRO

  • Quali altre fonti di energia ci sono?
    Secondo i sostenitori del nucleare non esistono fonti di energia rinnovabili in grado di dare un apporto di energia costante come l'energia nucleare, in grado di funzionare anche la notte.
  • Abbiamo delle centrali a poca distanza dal confine, in Francia
  • Acquistiamo già energia nucleare dalla Francia
  • I prezzi di realizzazione di fonti di energia rinnovabili sono molto elevati
  • Le centrali nucleari sono sicure
  • Lo smaltimento delle scorie è diventato un problema minimo
    Ciò non significa che esse vengono smaltite. Semplicemente sono depositate sottoterra.
  • Porterà ulteriore ricerca
    La speranza è quella di riuscire a ricreare la fusione nucleare in modo vantaggioso dal punto di vista energetico. Si tratta infatti di un procedimento che riduce di molto la produzione di scorie.
  • Produce pochissima CO2
  • Porterà maggiore stabilità energetica
    Infatti l'uranio, principale reagente usato per produrre energia nucleare, è presente in stati stabili politicamente. E' minore perciò il rischio di trovarsi in una situazione simile a quella avvenuta con la Libia


CONTRO

  • Non è sicuro
    Forti del recente disastro a Fukushima, ma anche di tutta una serie di altri incidenti di minore rilevanza accaduti negli ultimi anni, gli oppositori sostengono che i rischi di un nucleare italiano sarebbero elevati, a causa dell'effetto letale che hanno le radiazioni.
  • E' troppo costoso
    Soprattutto all'inizio il nucleare ha forti costi, che scoraggiano la costruzione di nuove centrali.
  • Le scorie restano un problema insormontabile
    Le scorie non possono essere smaltite, così rimangono sottoterra per centinaia d'anni. Nonostante la riduzione delle scorie dai decadimenti più lunghi restano un problema che non è ancora stato risolto, rendendo il nucleare insicuro.
  • Vi è il rischio di infiltrazioni mafiose
    Esse potrebbero essere devastanti con una struttura delicata come una centrale nucleare.
  • Sono un facile bersaglio per il terrorismo
  • Il trasporto delle scorie dalla centrale ai depositi è rischioso
  • Consuma molta acqua
    Necessita infatti di un impianto di raffreddamento, il quale consuma molta acqua.
  • Le ditte sono poco trasparenti
    In caso di guasti o incidenti le ditte si sono sempre dimostrate poco trasparenti nel rendere pubbliche informazioni, tendendo sempre a minimizzare i problemi.
  • E' un ambito strettamente legato a quello militare
  • Non è una fonte rinnovabile
    L'uranio non è rinnovabile, le scorte, a questo livello di utilizzo, si esauriranno in 70 anni circa. Ciò significa che non sarà la fonte di energia definitiva e che il prezzo dell'uranio stesso continuerà a salire.
  • Nelle vicinanze aumentano tumori
    E' stato dimostrato da alcuni studi che anche durante il corretto funzionamento di una centrale nucleare il numero di tumori nelle vicinanze aumenta. Altri studi però dimostrano esattamente il contrario.
Chiunque avesse Pro o Contro da aggiungere li scriva nei commenti, verranno subito aggiunti.

Matteo

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Il sollievo non basta...


Clima da città liberate dal nemico, spettacoli di giubilo e da passione “calcistica” accompagnano i risultati elettorali dei ballottaggi di alcune importanti città italiane. Non nego di provare un minimo sollievo nell’intravedere la possibilità di uno stop alla politica devastante del regime pidielle-lega. Devo però ammettere che godo di più alla sconfitta politica ed umana del caudillo Silvio e della sua armata piuttosto che alla vittoria del PD(meno “L”) che sproloquia frasi indegne sulla militarizzazione della Valle di Susa per l’apertura del cantiere della Maddalena. Forse è solo disumana indegnità di alcuni esponenti del partito democratico dalla quale colleghi ed elettori dovrebbero prendere le distanze, porvi un freno prima che sia troppo tardi.
Quel che è certo è che ad ogni affermazione fanno seguito le azioni e di queste qualcuno dovrà assumersene le responsabilità. Incitare il sicario a tirare il grilletto o il poliziotto a elargire “civili” manganellate non è azione meno indegna né più umana di quelle dell’esecutore materiale.

Roberto

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Costituzione, Referendum del 12-13 giugno e Democrazia Diretta - Conferenza a Gravere


Il Comitato di Partecipazione Popolare Graverese ha organizzato un'assemblea sulla democrazia diretta ed in particolare sullo strumento del referendum, in preparazione al referendum del 12-13 giugno. 
Si tratta di un'ottima occasione per discutere di temi importanti, informarsi e iniziare a conoscere le opportunità per il cittadino di partecipare attivamente alla vita politica.

Gli ospiti saranno:
  • Davide Bono: consigliere regionale in Piemonte, appartenente al Movimento 5 Stelle
  • Bruno Aprile: presidente del Comitato Cittadino Democrazia Diretta Nazionale
  • Dario Rinco: membro di Rete Civica Italiana
L'appuntamento è domenica 29 maggio alle ore 15.30 al Polivalente di Gravere (Via Roma 3). Per maggiori informazioni l'appuntamento è presente anche su Facebook a questo indirizzo. Se invece volete seguire tutte le iniziative del Comitato di Partecipazione Popolare Graverese potete richiedere l'amicizia alla loro pagina su Facebook.

Matteo

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Appello agli elettori del Movimento 5 Stelle


A Milano e Napoli dopo il primo turno delle comunali (qui i risultati) si andrà al ballottaggio. In entrambi i comuni il Movimento 5 Stelle ha candidato un suo sindaco, il quale non è però arrivato al ballottaggio.

Il problema che ci si pone adesso è come si debba comportare l'elettorato del Movimento 5 Stelle al ballottaggio: è giusto votare il candidato di un sistema che si sta combattendo?
Parto da una piccola riflessione. Il voto, così come sancito nella Costituzione, è sì un diritto del cittadino, ma anche un suo dovere. Lo Stato non possiede alcun mezzo per costringere gli elettori ad esercitare il loro diritto, così, con il degradare della politica, l'astensionismo è sempre aumentato.

Beppe Grillo fa del qualunquismo quando dice che tutti i politici sono uguali, è vero che vi è una corruzione generalizzata, un disinteresse per i temi reali, ma mettere tutti sullo stesso piano è qualunquismo. Non è possibile sostenere che Pisapia e la Moratti siano la stessa cosa, lo dice anche Calise, candidato M5S a Milano. Ed allora perché non esprimere una preferenza ufficiale?

Mi sembra abbastanza scontato che i candidati eletti nella giunta appartenenti al M5S non avranno vita facile con un sindaco sia di centrodestra che di centrosinistra, ma ripeto, la situazione non è uguale chiunque sia eletto.

L'appello che voglio fare lo rivolgo perciò agli elettori del M5S, ma il discorso può essere esteso anche a tutti gli elettori del Terzo Polo. Se veramente volete porre fine al berlusconismo, se pensate che non siano uguali uomini come Pisapia e De Magistris rispetto alla Moratti e a Leschieri allora andate a votare al ballottaggio, non rinchiudetevi nell'astensionismo. Non sarà la sconfitta definitiva della casta politica, ma non è possibile cambiare la casta tutta di un colpo senza cadere in una rivoluzione, la quale non è però una soluzione democratica. Bisogna cambiare con decisione, vittoria dopo piccola vittoria, ma senza chiudersi a riccio nella propria credenza di perfezione.

Matteo

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Marcia No Tav il 21 maggio Rivalta - Rivoli


Un appuntamento importante per i No Tav, una nuova marcia per ribadire il No a quest'opera.
Il mese di giugno sarà probabilmente un mese importante per la lotta No Tav, è infatti intenzione del Governo iniziare i lavori alla Maddalena in quel mese.

La marcia partirà alle 14.30 davanti al Comune di Rivalta. Saranno disponibili delle navette a fine manifestazione, per riportare gli autisti a Rivalta.

Matteo

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Comunali 2011 - I risultati


Sono finite le votazioni delle elezioni comunali del 15-16 maggio 2011. Entro domani mattina saranno finalmente noti i risultati delle votazioni, sapremo i nomi dei futuri sindaci e quali comuni andranno al ballottaggio.

Voglio raccogliere in questo articolo i risultati delle 4 città di maggiore rilievo a livello nazionale e nello stesso tempo i risultati dei paesi della Valle di Susa che in questi giorni hanno votato, per dare un quadro per quanto possibile completo a chi vuole vivere in modo completo la politica della Valle di Susa.

Risultati delle Comunali:

Comunali in Valle di Susa e dintorni:
I link rimandano al sito dell'interno con i risultati ufficiali, aggiornati sezione per sezione in tempo reale.

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Chiedetegli ora di reggere il paese...


Prendete un imprenditore italiano, di quelli che reggono in piedi il paese. Toglietegli tutti gli operai a 1.000 euro al mese. Toglietegli gli intelletti, le idee e la forza di tutti lavoratori in nero e di quelli in”grigio” (stagisti, lavoratori a progetto, operai e impiegati a tempo determinato). Toglietegli gli aiuti di stato, la cassa integrazione guadagni, toglietegli i fondi e i finanziamenti di stato e quelli comunitari. Toglietegli la possibilità di delocalizzare le produzioni, di fare finta formazione accedendo al denaro pubblico.
Toglietegli le amicizie politiche e gli appalti truccati, i governi e i regimi amici e la gestione dei beni pubblici.
Toglietegli gli appoggi delle lobbies e delle logge, dei finti sindacati e dei partiti di destra e di sinistra. Toglietegli la misericordia e l'assoluzione delle chiese e delle sue compagnie.
Toglietegli l’aiuto dei gruppi bancari, così come si nega il mutuo all’operaio e all’impiegato.
Toglietegli la spregiudicata libertà di risparmiare sulla sicurezza. Toglietegli la possibilità di arricchirsi investendo nella guerra, nella morte, nella devastazione ambientale e nello spreco di energie.
Toglietegli l'efferatezza e la spavalderia di difendere ed applaudire ad un criminale, un amministratore d’azienda che ha arso vivi sette uomini violando leggi, regole, normative e adempimenti.
Toglietegli la spocchia del padronato e la sicurezza delle tasche sempre gonfie.
Chiedetegli ora di reggere in piedi lo Stato.

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Bin Laden è morto

…Bin Laden è morto. Giustizia è fatta! Ora il mondo è migliore! La vittoria della Democrazia
americana…
Sono solo alcune delle frasi che accompagnano la barbara gioia di un mondo perso nella violenza,
soddisfatto della vendetta, fiero delle sue mani insanguinate.
Non giudico la vendetta dei disperati, non condanno il sollievo e la gioia effimeri di chi ha perso
amori, affetti e amicizie per volontà di un folle e scellerato.
Non voglio però che altri folli e scellerati, premi nobel per la pace eletti a capo di nazioni e popoli,
omiciattoli e lacchè depravati e senza etiche ci trasformino tutti in mandanti di altri omicidi e stragi.
Chi ha perso tutto e a cui nulla rimane non deve diventare mandante di nuove vendette, non paga la
taglia ai sicari, non trova riscatto nella democrazia imposta attraverso la guerra e la morte.
Bin Laden è morto. Il suo corpo è stato gettato nel mare ma nulla è finito, nulla è migliore di prima
e nessun affetto perso potrà ritornare. Siamo già al giorno dopo e non c’è nessuna democrazia
migliore e più ampia, nessun popolo sollevato, nessun rischio allontanato.
Scelleratezza dopo scelleratezza rimangono solo i morti, cadaveri di uomini “umani” e di vili
disumani travolti dall’odio e dalla “giusta” vendetta. Nessuna legittimità o ragion di stato potranno
trasformare l’odio e la vendetta in giustizia, nessun mandante è oggi un eroe, nessun omicida può
essere elevato a giustiziere. Non c’è civiltà nel giubilo insanguinato!

Roberto

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L'inganno nucleare


Il Governo ha deciso dopo la moratoria di un anno sul nucleare, di stoppare ogni iniziativa in merito. In un normale paese questa sarebbe un'ottima notizia, significa che il Governo sta dando ascolto alla popolazione. In un paese normale appunto. Da noi la notizia riesce a poter essere interpretata negativamente dai contrari al nucleare, un paradosso.

Si è deciso di stoppare il nucleare per poter rendere inutile il referendum sul nucleare, il più sentito dei 3 (nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento), e così impedire il raggiungimento del quorum per gli altri 2. Un gesto spregevole e palese, tant'è vero che è già stato dichiarato che non è un abbandono al nucleare, ma le norme saranno ripristinate dopo che l'Unione Europea avrà dettato i nuovi standard di sicurezza.

Riassumendo: togliamo il referendum sul nucleare, facciamo fallire gli altri (e noi questo non glielo dobbiamo permettere), approfittiamo poi della smemoratezza italiana e prepariamo il ritorno del nucleare. Prepariamoci a resistere

Matteo

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Incazzato!

Sono veramente incazzato. Incazzato nero! Non è possibile sentire vomitare sentenze da questo e quell'altro parlamentare della maggioranza senza poter ribattere, sentire costanti e palesi bugie passare inosservate in quella e questa trasmissione.
Sto facendo qualunquismo? Forse, ma sono incazzato. Da troppo tempo non sto scrivendo sul blog, non ho granché tempo e le continue esternazioni di Berlusconi non hanno fatto altro che darmi la nausea e chiudere il blog ogni volta che l'aprivo.
Ma c'è un limite a tutto, qua, in Italia, il limite è passato da tempo e non ce ne siamo accorti.
Se vi ricordate nel difendere davanti alla Corte Costituzionale era stato detto che "La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente la sua applicazione". Siamo arrivati ad una situazione dal gusto purtroppo eccessivamente Orwelliano.
Non se ne può più di sentirsi soverchiati da menzogne, soffocati da merda e totalmente impotenti nella risoluzione dei problemi veri.

Questo blog vuole prendere queste riflessioni per trasformarle in azioni: voglio concentrarmi d'ora in poi sulle occasioni concrete di cambiare qualcosa, sulle comunità virtuose e nello stesso tempo sottolineare, con tutte le energie, ogni menzogna pronunciata da quel ciarpame di servi che pretende di fare ciò che vuole di questo Paese.

Matteo

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Travaglio - Liberi tutti (i criminali)



Mi scuso per l'aridità del blog in questo periodo, ma si tratta di un periodo molto pieno di impegni scolastici e non, perciò non mi risulta facile scrivere articoli originali molto spesso e non voglio scadere diventando un blog di condivisione di articoli d'altri.

Buona visione.

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Travaglio - I lunedì dell'imputato Berlusconi


Anche oggi l'appuntamento settimanale con il Passaparola di Marco Travaglio.

Per vedere le altre puntate basta cliccare qui.

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Libero di essere processato


Oggi Berlusconi si è presentato ad un processo in cui è coinvolto come imputato. Come era prevedibile una folla dei cosiddetti "Promotori della Libertà" si è presentata per sostenere il premier. Alcune fonti sostengono che a questi sostenitori siano stati dati 20 euro ed un panino. Al di là di queste polemiche, ciò che mi preoccupa è la visione che il berlusconismo vuole imporre: una lotta politica.

Nessuno vuole giudicare Berlusconi con programmi tv o con semplici dibattiti, quello che si pretende è che Berlusconi sia processato come chiunque altro. Poiché la maggior parte dei suoi processi è finita a causa di leggi proposte e varate dai suoi stessi governi e non per assoluzione viene spontaneo chiedersi cosa sarebbe successo se quelle leggi non fossero state fatte. E' logico che per quei processi già chiusi la legge assolve Berlusconi, ma di fatto, non essendovi una risposta chiara alla domanda "ha commesso il reato?" si apre il dibattito ad ogni tipo di risposta.

Se Berlusconi si fosse fatto processare come ogni altro cittadino il problema non sarebbe esistito, sarebbe stata evidente la sua colpevolezza o non colpevolezza. Ma siccome egli stesso si è esonerato dai suoi processi viene il dubbio e, credetemi, in certi momenti diventa quasi certezza, che abbia varato quelle leggi perché era colpevole.

Spero veramente che questi processi in cui è attualmente imputato possano giungere al termine, qualunque esso sia il risultato, ma che finiscano, che finalmente per una volta si sappia se Berlusconi quei reati per cui è imputato li ha commessi o no. Non voglio l'ennesima prescrizione dietro cui pararsi, pretendo che il processo giunga ad un termine. Paradossalmente sono più promotore delle libertà io: la libertà è anche avere il diritto di dimostrare la propria innocenza in tribunale, aspetto con ansia che Berlusconi si decida a sfruttare questa sua libertà, di certo io non sono qui per impedirglielo.

Matteo

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Viaggio a Chernobyl


Nei giorni successivi all'incidente, più grave del previsto, alla centrale di Fukushima in Giappone, mi sono imbattuto in un diario di viaggio molto particolare: si tratta delle foto e dei pensieri di Elana Filatova, motociclista che durante i suoi viaggi in moto ha deciso anche di esplorare i dintorni della tristemente famosa centrale di Chernobyl.

Il sito, presente a questo indirizzo, è tradotto per la maggior parte in Italiano e presenta foto di più viaggi a Chernobyl, l'ultimo nel 2010. E' un'ottima occasione per conoscere che cosa accada ad una zona colpita da un disastro nucleare, per vedere la vastità degli effetti e rendersi conto di come questo disastro non crei danni solo a noi presenti, ma si protragga nei prossimi secoli, danneggiando l'umanità futura.

E' molto interessante leggere le considerazioni personali dell'autrice, non un fervente attacco anti-nucleare, semplicemente una riflessione, così come dovrebbe avvenire per ognuno di noi. Il sito per chi abbia voglia di informarsi presenta link a numerosi video sull'argomento e anche diari fotografici di altri viaggi, ad esempio un viaggio in elicottero sopra un gulag abbandonato.

Matteo

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Guerra?!


La decisione di appoggiare la risoluzione Onu che chiedeva la No Fly Zone ha creato spaccature all'interno della maggioranza e ha visto a sorpresa l'appoggio del PD. Già in un altro articolo abbiamo parlato del ruolo dell'Italia nelle operazioni, ma in questo articolo volevo fare alcune mie considerazioni personali.

Se penso alla decisione di bombardare la Libia mi vengono i brividi. Come è possibile pensare che la soluzione alla violenza sia altra violenza?

Tutte le cosiddette missioni di pace non si sono rivelate dei successi e quella che doveva essere l'esportazione della nostra democrazia (che mi rimanda alla tetra espressione secondo cui il colonialismo era il fardello dell'uomo bianco) si è rivelata un fallimento.

Inoltre penso a quella che alle medie mi è stata descritta come la mamma di tutte le leggi: la Costituzione. All'articolo 11 dice ciò:

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

Siccome l'attacco militare in Libia mi pare a tutti gli effetti una guerra per deporre Gheddafi, trovo nella Costituzione, dal mio punto di vista, una denuncia di ciò che l'Italia sta facendo: utilizzare la violenza e la guerra come strumento di risoluzione di questioni internazionali.

Un discorso a parte meritano gli interessi che spingono Francia e Usa a proseguire nella lotta a Gheddafi: il possesso del petrolio è stato il principale motore delle "missioni di pace" degli ultimi anni e questo nuovo intervento non fa eccezione; di nuovo l'esportare democrazia è la facciata ipocrita dietro cui nascondersi.

Non è possibile utilizzare questi metodi per risolvere una situazione che è complicata e per cui in passato, quando la situazione era trattabile senza l'uso di violenza, si è sempre stati indifferenti o complici. Semmai questo è il momento di impegnarsi diplomaticamente e con posizioni forti, ma sempre non violente, per far cessare ogni violenza.

Matteo

Per leggere un altro parere consiglio questo articolo e quest'altro.

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Lui, lei e gli altri (Gheddafi, l'Italia e il resto del mondo)


La situazione in Libia, oggi è solo un pelino più chiara di qualche giorno fa. La cronostoria è la seguente. Qualche mese fa Gheddafi faceva il “Rais” nella sua terra per la gioia di alcuni. Tra questi anche gli Italiani in particolare i petrolieri, 500 ragazze che volevano imparare il corano, i produttori di tende beduine e qualche presidente del consiglio.
Ad un certo punto la Tunisia “esplode”. Vien dato filo da torcere a Ben Alì partendo da una rivolta popolare. Uno stato alla volta si comincia la rivoluzione e tocca anche alla Libia. Nasce il movimento ribelle e si comincia a sentire da quelle terre che forse il Rais è stato un governatore alquanto contestabile. Sconforto tra gli stati alleati della Libia. Forse non lo sapevano oppure lo sospettavano; in ogni caso l'unica cosa che spieghi la poca reattività di questi paesi nel rispondere a tale crisi sembra essere il fatto di non sapere minimamente che cosa accada in Libia. Si sono trovati spiazzati ed è per quello che decidono di ritrovarsi insieme e discutere della faccenda. Mentre gli stati maggiori parlavano dell'aria fritta si sentiva una vocina in lontananza: “Ragaaaazzii. Gheddafi ci bombarda! Ci date una mano?”. Erano i ribelli che cercavano l'attenzione di quei paesi definiti amici chiedendogli di controllare un attimo la situazione.

Intanto dopo qualche giorno di discussione si tira fuori un'idea. La no fly zone. Zona di interdizione al volo. Un modo semplice per non far volare gli aerei ed evitare i bombardamenti da parte di tutti. Ma agli occidentali non piace la cosa. Si pensa che la N.F.Z. Possa essere un pretesto per aprire delle ostilità con Gheddafi. Se un aereo qualsiasi viola il blocco bisogna abbatterlo e un aereo in zona interdetta si può interpretare facilmente come una dichiarazione di guerra. Si pensa che non sia il caso di scaturire una guerra contro la Libia. Si è sempre collaborato con loro. Bisogna usare la diplomazia. Neanche a finir la frase e Gheddafi si infuria. Ce l'ha con tutti. Si sente tradito come il bulletto della scuola che viene abbandonato dai suoi scagnozzi perché ha perso di attrazione. Si scaglia su chiunque. Urla, sbraita e non esce più di casa. È un chiaro segnale di ostilità. Si aveva paura della guerra? Probabilmente bisogna cominciarla comunque e per la prima volta dopo tanto tempo non è più la bandiera a stelle e strisce a guidare il fronte dell'attacco allo stato nord-africano. Strano vero? Di solito gli americani si galvanizzano con queste situazioni. Ma i colori dello stato che sembra il più scalpitante sono sempre gli stessi, ma con una bandiera più sobria e antica. I Francesi con Sarkozy. Nicolà non ce la fa a stare fermo. Non si sa cosa lo spinge. Il senso del dovere, il senso della libertà.... …. fatto sta che quando si decide di attaccare mentre gli Stati Uniti la Gran Bretagna la Germania e gli altri stati si stavano ancora allacciando gli anfibi la Francia era già con gli aerei, missili e navi puntati verso il nord Africa. Sarkò assomiglia a quei bimbi ai quali gli viene detto che sarebbero stati portati all'acqua Fun e neanche finita la frase si fiondano in macchina con la cintura allacciata e il costume sotto i calzoni.

Perché “la Francia”? “Pourquoi Pas?” direbbe Nicolà. L'unione fa la forza. Meglio 100 che 10 e soprattutto chi primo arriva meglio alloggia. Se si pensa che Gheddafi ha la stessa potenza di fuoco dell'esercito di Topolinia si calcoli che avrà contro mezzo mondo e che il Rais non è quotato tra i Bookmaker come vincitore. La Libia è destinata a novità (belle o buone?) Se arriverà una nuova Libia i vecchi patti si annulleranno e se ne faranno dei nuovi? Quando verrà il momento probabilmente ci si ricorderà dei cari Francesi che per primi hanno bombardato il nord-Africa battendo tutti sul tempo.

E l'Italia? Fin poco tempo fa era ancora con il telefono in mano a comporre il numero di Gheddafi e udire dall'altoparlante: “Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”. Ora stiamo aiutando quelli che vanno in Libia e cerchiamo di far fronte ad un tasso di immigrazione che non ha eguali. Guardiamo con il binocolo i soldi investiti in quella terra, ma la cosa importante è che finalmente possiamo tirare fuori la nostra rinomata flotta che da anni ci viene propagandata in parate e adunate definendoci uno dei fiori all'occhiello delle armate mondiali. Ma forse non sembra il caso di attaccare. Potremmo essere etichettati come approfittatori, titolo che dai tempi dell'unità d'Italia ci viene attribuito (guerra di Crimea, prima guerra mondiale e anche la seconda, và!). Già, perché solo gli Italiani sono approfittatori. Gli altri no. C'è da consolarsi che la definizione di approfittatori sarà affiancata presto dal termine “indecisi” e forse presto da altri aggettivi “carini”.

Davide

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Follie leghiste: campi di lavoro per gli immigrati


"La Prefettura di Pordenone sta cercando spazi per ospitare immigrati libici sul territorio in strutture private. Si costruiscano dei campi lavoro in Aspromonte, facciamoli lavorare, perché la Lega non ci sta, da noi i libici non devono arrivare."

Così si esprime Danilo Narduzzi, esponente leghista del Consiglio Regionale del Fiuli. Viste le condizioni di disumanità in cui vivono gli immigrati nei centri di identificazione ed espulsione italiani l'idea di costruire campi di lavoro solo per gli immigrati diventa tanto simile, ecco, a quella dei campi di concentramento. Non è possibile che nel 2011 continui a passare l'idea che l'immigrato è un peso, un fastidio, un delinquente e un individuo che ruba lavoro. Come tutta l'umanità ci sono esempi virtuosi e soprattutto, ci sono diritti fondamentali come quello di ricevere asilo politico se si fugge da un paese la cui situazione politica costituisca un pericolo per il cittadino. Un'altra nota negativa in questa vicenda però è il menefreghismo da parte degli altri paesi dell'Unione Europea nei confronti di quest'emergenza; sebbene l'Italia sia il paese geograficamente più vicino, non è fattibile con le strutture che ha, che si faccia carico di tutti gli immigrati che potrebbero arrivare.

Matteo

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Basta armi alla Libia. Perché solo adesso?


L'Onu ha deciso di sanzionare Gheddafi e che non saranno più vendute armi alla Libia. Una decisione apprezzata da tutti gli stati e la prima azione concreta per cercare di arginare la strage che il regime sta facendo tramite soldati libici e mercenari stranieri. Ma la domanda che sorge spontanea è perché solo adesso? Perché abbiamo dovuto aspettare che fossero uccise 10.000 persone per reagire a quella che è sempre apparsa agli occhi del mondo come una dittatura? Sono davvero più importanti gli interessi economici dei diritti umani? Come si possono tollerare rapporti con uno stato che non è in grado di garantire le più elementari libertà?

E' logico che ora che la dittatura si è fatta feroce e sanguinaria tutti gli stati si esprimono con parole di condanna verso Gheddafi, ma quanti, non solo l'Italia, hanno sottovalutato questo dittatore, questo personaggio che era già prima tutto fuorché democratico? Non basta esprimersi adesso, è tardi, è comodo passare dalla parte della ragione una volta che essa diventa evidente, soprattutto se per tutto il periodo precedente si è stati a complici, politicamente o economicamente, di una dittatura.

Matteo Nurisso

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Primarie del centrosinistra di Torino - I Candidati


Il 27 febbraio a Torino si svolgeranno le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco.
In questo articolo voglio presentarvi tutti i candidati, perché chi è interessato sia adeguatamente informato.

Piero Fassino - Partito Democratico
Politico di lunga (per alcuni anche troppo) data, più volte Ministro della Repubblica. Appartenente al Partito Democratico, è il candidato sindaco più anziano tra i 5.

Info: Wikipedia - Sito ufficiale - Programma - Intervista - Facebook - Biografia

Motto: "A Torino si può!"







Silvio Viale - Radicali Italiani
Politico di formazione cattolica, milita nei Verdi ed è già stato eletto nel Consiglio Comunale di Torino. E' noto il suo impegno contro il nucleare e a favore della Ru-486.

Info: Wikipedia - Sito ufficiale - Programma - Intervista - Facebook - Biografia

Motto: "Meno male che Silvio Viale c'è!"




Michele Curto - Candidato indipendente
Il più giovane candidato dei 5, fondatore e primo presidente dell'associazione Terra del Fuoco, impegnata in campo sociale, nell'integrazione dei Rom e nel mantenimento della Memoria con il Treno della Memoria, idea sviluppata propria da Michele. Collabora anche con Libera, associazione contro le mafie.

Info: Wikipedia - Sito ufficiale - Programma - Intervista - Facebook - Biografia

Motto: "Io sto con Torino"






Davide Gariglio - Partito Democratico
Viene eletto nel 2005 in regione con la Margherita. E' nel 2007 uno dei fondatori del Pd. Nel 2010 è rieletto in Consiglio Regionale, ottenendo il maggior numero di preferenze nel centrosinistra. Risulta così attualmente già impegnato in una carica politica.

Info: Wikipedia - Sito ufficiale - Programma - Intervista - Facebook - Biografia

Motto: "Nuova energia per Torino"




Gianguido Passoni - Sinistra Ecologia Libertà
Già eletto in passato con i Comunisti Italiani, Gianguido è ora il candidato di Sel è già stato assessore al Bilancio del sindaco Chiamparino.

Info: Wikipedia - Sito ufficiale - Programma - Intervista - Facebook - Biografia

Motto: "Torino è un Bene Comune"







Adesso che hai avuto modo di informarti e informare i tuoi amici, quale è la tua opinione? Vota il sondaggio e scopri che cosa pensano gli altri!

Chi voterai alle primarie del centrosinistra di Torino?

Matteo Nurisso

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Partito Delirante


Sono rimasto veramente sconvolto dalla proposta di Bersani di collaborare con la Lega per la realizzazione del federalismo. Possibile che quello che si vanta come maggiore partito di centro-sinistra sia disposto ad allearsi con la Lega, sostenendo anche che non è razzista, che sì li comprendono?
Non è che forse la parte di centro sta prendendo il sopravvento? Io vedo il Pd sempre più immobile, partito di "opposizione", di chiacchiere e grandi discussioni sul sesso degli angeli. È troppo chiedere un partito concreto, vicino alla popolazione e aperto ai giovani? Evidentemente sì.
Personalmente sono convinto che il Pd possa dare il suo aiuto ad uscire da questa fase politica, che possa emergere e acquistare la forza necessaria a governare con serenità il paese. Sono però convinto che per come vanno adesso le cose tutto ciò sia infattibile, che per dirla con le parole di Bersani sia veramente ora di rimboccarsi le maniche.

Matteo

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Le donne lo sanno


Ligabue lo diceva già, "le donne lo han sempre saputo". Così quando il 13 sì è manifestato in tutta Italia e non solo mi è venuto in mente quanto ci stiamo perdendo con la "cultura" berlusconiana, quante donne meritevoli sono escluse dalla politica perché i posti sono occupati da raccomandati o gentaglia. Questo purtroppo non si limita a coinvolgere la politica, ma finisce per investire tutti i campi lavorativi.
Così come durante il nazismo la dittatura impose la figura della donna "angelo del focolare" così in maniera opposta, ma non per questo migliore il berlusconismo propaganda l'idea della donna disinibita e fiera dei vantaggi ottenuti da questo suo stile di vita.
Questo non è un reato, non si tratta però neanche di gossip, si tratta di un cambiamento culturale, una perdita di diritti al quale tutti coloro che hanno senso civico dovrebbero ribellarsi. Ora.
Matteo

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Pessimismo democratico


Guardate questo video, la censura, gli insulti a cui è sottoposto il giornalismo sono sempre più evidenti. Al regime di Berlusconi non basta più isolare l'informazione di qualità tramite il controllo dei maggiori mezzi di informazione, non basta più gettare fango su nemici politici, ora perché il regime continui a restare serve una censura di ciò che è scomodo o semplicemente mette in ridicolo il governo. Il castello di carte è ormai così instabile che i metodi per tenerlo su sono sempre meno democratici, inutile prenderci per il culo dicendo che in fondo vi è ancora democrazia in Italia, lo scontro tra i poteri è così forte e palese, la strafottenza nei confronti di Napolitano evidente, dove è la democrazia, il potere del popolo? Dove è la capacità del cittadino di prendere parte alle decisioni fondamentali per il suo stato? Ogni giorno vediamo peggiorare di un po' le nostre libertà, vediamo diritti fondamentali non cancellati, ma messi in secondo piano, rosicchiati, trascurati. Arriverà il giorno in cui, se non si ferma questa politica, ci si renderà conto di essere stati in un momento di regime e sarà troppo tardi.

Matteo

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Escort in Parlamento (via iPad)



E' il giorno del voto di fiducia a Bondi e un deputato del Pdl (tale Simeone Di Cagno Abbrescia) naviga in internet con un iPad regalatogli dal Pdl (pagato dal contribuente). Viene così immortalato mentre, sicuro di essere lontano da sguardi indiscreti, visita una pagina con foto di escort. Il deputato tenta di difendersi, ma ogni tentativo è vano. "Colpa dell'iPad", colpa di un pop-up aperto all'improvviso. Peccato che quel tipo di pubblicità non funzioni su iPad.

Scoprire che anche i deputati del Pdl cercano questo tipo di informazioni in internet è sintomo di quanto sia malata la cultura che il berlusconismo vuole imporre: figa, tette e culi come imperativo di vita, escludendo morale, etica e giustizia dalle menti lobotomizzate. Inoltre è triste vedere (o meglio averne una conferma) come i "nostri" politici possano cazzeggiare allegramente su internet quando un impiegato rischia il licenziamento per lo stesso motivo.

Matteo

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Pensieri in musica volume 20


Ecco video e testo del nuovo singolo di Caparezza.

A Malinconia, tutti nell'angolo tutti che piangono,
toccano il fondo come l'Andrea Doria.
Chi lavora non tiene dimora, tutti in mutande, non quelle di Borat.
La gente è sola, beve poi soffoca come John Bohnam.
La giunta è sorda più di Beethoven quando compone la "Nona".
e pensare che per Dante questo era il "Bel paese là dove 'l si sona",
per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l'icona
né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona.
Nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di Sindona

E poi se ne vanno tutti. Da qua se ne vanno tutti.
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti.

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Ausmerzen - Vite indegne di essere vissute


Ho deciso di iniziare inaugurare una nuova categoria nel blog, la sezione Tv di qualità. Oggigiorno è sempre più difficile trovare qualche programma di approfondimento o semplicemente non volgare, con questa rubrica voglio condividere con voi impressioni e suggerimenti circa i programmi di qualità che ancora esistono nella televisione di oggi.

“Il 26 gennaio - afferma Lillo Tombolini, direttore di rete di LA7 -, alla vigilia del Giorno della Memoria, LA7 e Marco Paolini si ritrovano ancora una volta per offrire ai telespettatori un prodotto unico, originale, che scava nel passato per trasmettere un messaggio quanto mai attuale: "Ausmerzen - Vite indegne di essere vissute", un racconto che vuole stimolare le coscienze di oggi attraverso una vicenda insabbiata per decenni dopo la guerra, il cosiddetto Progetto Aktion T4, cioè l'eliminazione fisica del diverso. Siamo onorati dal fatto che Paolini metta a disposizione del pubblico del nostro canale la sua straordinaria capacità di narrazione. Introdurrà la serata Gad Lerner e, alla fine, dopo il racconto, ne discuterà con la sua sensibilità e la sua cultura, con l'aiuto di alcuni ospiti”.

Perciò per chi sia interessato l'appuntamento è per stasera alle 21.00 su La 7

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Ipocrisia di Governo


Nel giorno in cui abbiamo ulteriori notizie riguardo il Bunga Bunga e scopriamo che Berlusconi è indagato per concussione e prostituzione minorile, due reati gravissimi che in qualsiasi altro stato democratico costerebbero la poltrona di qualsiasi politico, in Senato Alfano presenta il disegno di legge S.1969-B, che porta questo titolo: "Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno" (qui il testo del ddl approvato alla Camera).

Ogni commento è superfluo.

Matteo

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Rottamiamo il rottamatore, aiutiamo gli operai


Devo ammettere che all'inizio ho pensato che Matteo Renzi, sindaco di Firenze del PD, potesse essere una ventata di novità all'interno del partito. Naturalmente immaginavo una novità positiva.
Quando si iniziò a parlare dei "rottamatori", una correntina del PD che vorrebbe un cambio di dirigenza interna, ho continuato ad ammirarlo, perché penso che politici incollati alle poltrone da tempo immemore siano uno dei problemi del PD.
Quando ultimamente è andato a casa di Berlusconi per parlare di Firenze ho iniziato ad avere qualche dubbio; le motivazioni ed i fini potevano essere valide, ma i mezzi non lo erano di sicuro e non penso che "il fine giustifichi i mezzi".
Con quest'ultima dichiarazione Renzi ha sciolto ogni mio dubbio, adesso mi rimane da capire perché sia ancora nel PD e non si iscriva al Pdl.

Io sono dalla parte di Marchionne. Dalla parte di chi sta investendo nelle aziende quando le aziende chiudono. Dalla parte di chi prova a mettere quattrini per agganciare anche Mirafiori alla locomotiva America

Chiunque appoggi il piano economico di Marchionne di sicuro non possiede idee tali per cui restare in un partito di sinistra o centro-sinistra che sia, ma neanche un uomo di destra può accettare che in Italia si arrivi a referendum del genere, nel quale si domanda ad un dipendente se vuole continuare a lavorare perdendo quelle libertà costituzionali di una nazione fondata sul lavoro o preferisce non lavorare affatto.

Renzi, Berlusconi, Fiom, Cisl, Uil, Bersani e chi più ne ha più ne metta, non si tratta di votare sì o no, si tratta di capire che siamo sotto ricatto, che questo ricatto può costituire l'inizio di una lunga serie di sconfitte per i lavoratori di tutta Italia. Lo spiega decisamente meglio di me Piergiorgio Paterlini su Piovono Rane.

Matteo

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