Archive for luglio 2010

Incompatibili


Fabio Granata è stato lasciato al giudizio dei Probiviri dal Pdl insieme a Fini, Bocchino e Briguglio. La sua reazione al provvedimento è stata la stesura di un articolo molto particolare per il suo blog sul Fatto Quotidiano, blog per il quale era stato duramente criticato dai suoi compagni del Pdl.
Siamo incompatibili con un partito che esprime piena e convinta solidarietà a chi, condannato in appello per associazione mafiosa, come prima dichiarazione, proclama l’eroismo di un capomafia palermitano.
Con queste parole, pesanti come macigni, inizia la spiegazione del perché Pdl e finiani siano così incompatibili. Granata vede in oggi l'apertura di "una nuova pagina della storia repubblicana attraverso la formazione di gruppi parlamentari che si sentono ancora fortemente incompatibili con una visione proprietaria della politica e ne hanno invece una legata al bene comune, alla legalità repubblicana, al rispetto dei diritti civili, alla coesione sociale e al grande patrimonio dell’Unità nazionale".

Si tratta di una dichiarazione di intenti tutt'altro che banale, bisognerà vedere se questo gruppo parlamentare sarà capace di negare la fiducia al premier per bloccare i Ddl peggiori degli ultimi 150 anni o se questa nuova pagina è stata solo proclama a gran voce, ma è solamente una bolla di fumo destinata a dissolversi per ritornare al terribile vecchio panorama.

Matteo

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Che cosa accadrà?

Da Inserto Satirico

Con la giornata di ieri sono successe un po' di cose: sembra ormai definitiva e irrimediabile la rottura tra Fini e Berlusconi e si avvicina sempre più concretamente la possibilità di elezioni anticipate.

In questo preciso momento politico, è giusto andare ad elezioni anticipate?

Gli scenari possono essere molti, a mio avviso andare a votare adesso, con questa legge elettorale che non permette al cittadino di imporre un cambio generazionale potrebbe essere un ulteriore suicidio, poiché permetterebbe una nuova vittoria del Papi nazionale eliminando tutti i problemi finiani.

Ma allo stesso tempo un Governo tecnico permetterebbe una fase di transizione adeguata?

Ciò che accadrà lo scopriremo solo nei prossimi giorni, ma adesso vorrei sapere la vostra opinione: cosa ne pensate?

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Rolling Stones


La Rockstar dell'anno Silvio Berlusconi ha deciso con un lungo documento di liberarsi dei Finiani: dopo un breve elogio al Governo (è in preparazione un Ddl contro il cancro) l'attacco; stava andando tutto bene, "il governo ha dovuto agire nel pieno della crisi economica più grave dopo quella del 1929, riuscendo ad evitare, da un lato, gli effetti più dirompenti della crisi sul tenore di vita delle famiglie e dei lavoratori, e, dall'altro lato, preservando la pace sociale e la tenuta dei conti pubblici."

Quand'ecco che il malvagio Fini ha iniziato ad opporsi,"non come un legittimo dissenso, bensì come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori".

Perciò ora Fini, Bocchino, Granata e Briguglio sono avvisati, Papi non li vuole più... peccato che ci siano 34 deputati e 15 senatori che hanno dato nelle mani di Fini le proprie lettere di dimissioni dal Pdl. Con una bomba del genere in mano, capace di far cadere questo Governo, Papi Silvio sarà proprio felice di cacciare Fini?

Matteo

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Referendum doppi?!



L'Idv sul suo canale Youtube ha pubblicato questo video in cui gioisce per la buona riuscita della campagna di raccolte firme. L'Idv ha raccolto 700.000 firme per ciascuno dei 3 referendum proposti:

  • Referendum contro la privatizzazione dell'acqua
  • Referendum contro il nucleare
  • Referendum contro il legittimo impedimento
Si tratta di 3 referendum sacrosanti se non fosse per il fatto che il referendum contro la privatizzazione dell'acqua sia già stato presentato dal Comitato Acqua Pubblica!

L'Idv ha deciso di presentare un suo referendum poiché il suddetto comitato non aveva permesso al partito di "appropriarsi" del referendum, ma accettava solo aiuti, di modo da mantenerlo apartitico.

Così se entrambi i referendum verranno accettati ci troveremo a votare due volte per lo stesso motivo.
Sinceramente, non è ora di iniziare a lavorare insieme?

Matteo

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Lettera a Fini e alla Bongiorno


Condivido la lettera scritta riguardo l'ennesimo attacco alla libertà dei blogger trovata su Non Leggere questo Blog, fate girare il più possibile!


  • Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
  • Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
  • Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
  • A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

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Insulti

Borghezio insulta Totti che difendeva la sua città, Berlusconi idem con Rosy Bindi.

Spesso per capire con che razza di politici abbiamo a che fare non servono le intercettazioni (terreno su cui il Governo ha finalmente ceduto), ma basta ascoltare i lori discorsi pubblici.


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Travaglio - Borsellino ucciso e dimenticato

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Vergogna!

Rovinare le statue di Falcone e Borsellino è stato un atto vile e allo stesso tempo inutile. Le statue sono già state rimesse a nuovo e continuano le commemorazioni del popolo delle agende rosse che oggi ha sfilato in corteo a Palermo.

E' un atto inutile perché proprio in questi giorni sono emersi dati importanti per scoprire quel periodo buio di storia Italiana in cui lo stato sembrerebbe essere sceso a patti con la mafia. La mafia ha paura di tutto ciò, ma ne ha anche lo stato, per questo c'è la volontà di intimorire chi civilmente ricorda i propri eroi. Ma un atto del genere anziché spaventare e dividere unisce, insieme all'indignazione generale sono arrivati anche numerosi messaggi di personaggi politici sdegnati.

Ricordiamo Falcone e Borsellino con le parole scritte accanto alle statue danneggiate:

Giovanni e Paolo, due uomini liberi con le loro idee, nel sole, nell'allegria, nell'amicizia, fra la loro gente.

Matteo


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La sentenza del Tar in Piemonte

In Piemonte un ricorso presentato dai legali della Bresso sta mettendo a rischio il risultato delle regionali 2010, che aveva visto Cota vincitore di appena 9.000 voti, uno scarto irrisorio.

Oggi il Tar del Piemonte ha dato in parte ragione al ricorso: delle quattro liste in cui si denunciavano inadeguatezze (Al centro con Scanderebech, Forza Consumatori, Pensionati per Cota e Verdi Verdi) il Tar ha predisposto il riconteggio dei voti assegnati alle prime due liste.

Ha invece respinto l'accusa verso i Verdi Verdi, accusati di essere un partito creato per trarre in inganno gli elettori dei Verdi, partito appartenente al centrosinistra.

Infine la sentenza nei riguardi di Pensionati per Cota, accusati di fatti molto più gravi degli altri partiti è stata rinviata per l'autunno.

La reazione di Roberto Cota è quella dell'attacco, di gridare al complotto:

Diciamoci la verita'. Il problema vero e' che ho vinto le elezioni ma per qualcuno non dovevo vincerle. Per qualcuno Lega e Pdl e la nostra coalizione non dovevano governare, se no non si spiega che cosa sta accadendo

Ma la sentenza del Tar non è l'ultimo atto di un complotto, ma la reazione della giustizia nei confronti dei politici che sempre più spesso infrangono le loro stesse norme.

Matteo Nurisso


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Uno sguardo alla manovra economica

Oggi il Governo ha posto la fiducia sulla manovra da 25 miliardi a lungo criticata. L'uso della fiducia, o per meglio dire l'ennesimo abuso, è stato secondo il Governo un atto di coraggio. Strano che l'uso della fiducia e di conseguenza l'impedimento di discutere la manovra sia ritenuto un atto di coraggio.
Con questo articolo volevo riportare l'attenzione sulla manovra e vedere se essa sia stata fatta al meglio delle possibilità del Governo. Per farlo mi aiuterò con i dati forniti dal sito quattrogatti.info.
Come si può vedere da questa immagine la manovra prenderà la maggior parte dei soldi dagli enti locali ed in secondo luogo dall'aumento dell'età pensionabile.
Entrambe sono tipologie di tagli che danneggiano attivamente o indirettamente il cittadino. Infatti con l'annuncio di imponenti tagli alle regioni si sono susseguiti annunci di eventuali restituzioni di competenze da parte delle regioni stesse. Si parla di competenze come sanità o trasporti pubblici, cioè utilizzate da qualunque cittadino e messe a rischio con questa manovra.
Inoltre fa notare il sito quattrogatti come questi tagli non siano tagli strutturali, cioè tagli che nel tempo mantengono il risparmio, ma siano tagli non strutturali, cioè tagli che una volta passati i 5 anni necessari per il recupero dei soldi non daranno più risparmi.
Infine la fascia che risulta più colpita da questi tagli risulta essere quella dai redditi medio-bassi. Di nuovo a fare le spese della crisi economica saranno le fasce più deboli, mentre le fasce alte risentiranno poco di tagli a servizi pubblici di cui si può fare a meno se si è in grado di affidarsi a mezzi privati.
Una manovra economica era necessaria per il paese, ma questa sembra colpire con una grande ascia manovrata da un cieco. L'uso della fiducia non fa che dimostrare che anche molta gente all'interno della maggioranza dubita dell'effettiva efficacia di questa manovra.
Matteo Nurisso

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Solidarietà al popolo Aquilano

Ancora una volta, dalle immagini televisive delle poche emittenti non controllate dal regime, emerge l’immagine di un paese allo sbando il cui onore e buon nome è mantenuto tale dalla moltitudine di cittadini senza volto che ogni giorno svolgono il loro lavoro.
Come già cantava Gaber, anch’io in questi momenti stento a riconoscermi in quest’Italia ma in ogni caso non mi posso dissociare dalla sua vicenda politica, economica, sociale.
Le terribili sequenze di un corteo manganellato da finanzieri in tenuta antisommossa mi hanno toccato ferendo il mio animo e facendo nascere quella rabbia mista a incomprensione, delusione e sconcerto interiore che da troppo tempo mi turba quando penso al mio Paese.

In una Roma capitale ormai sede quotidiana di manifestazioni e proteste, la maggior parte delle quali volutamente estranee al resto degli italiani per volere della censura dei principali network ieri si è rivissuta una pagina di storia forse dimenticata ma neanche tanto lontana. Gli uomini di potere sono intenti a discutere della sopravvivenza della propria coalizione sia essa di governo o di opposizione, chiusi in comode aule ristorate dal condizionatore e con la bottiglia di minerale sul tavolo, mentre fuori altri italiani con pari dignità ma un po’ meno importanti protestano per un diritto elementare (una casa, un lavoro, una vita dignitosa, ...). I primi sono così lontani dalla folla urlante che non si degnano neppure di dar loro una risposta ma inviano la forza pubblica per contenerli, per non farli sfilare, in fondo Roma è una città turistica, cosa possono dire gli stranieri. Qualcuno dice che il potere ha vergogna di loro e non intende farsi vedere, altri che invece sia in atto un vertice per garantirne la sopravvivenza politica ... poco importa, ... ci penseranno carabinieri e polizie varie a tenerli lontani ...
La risposta che questi uomini cercano è delegata a qualche intraprendente ufficiale di polizia che ordina una carica di alleggerimento ... viene manganellato addirittura un sindaco, un pubblico ufficiale, ma cosa importa. Il messaggio di rito della questura è già pronto: “appartenenti all’area antagonista e rappresentanti dei centri sociali che incitavano a forzare il blocco per strumentalizzare possibili disordini”.
La storia si ripete come già ebbe a scriverne il Vico, ma neppure questi uomini di potere, cui è lecito attribuire una certa cultura, si accorgono della similitudine dei fatti italiani con le vicende parigine di fine settecento.

Si scopre poi che motivo dell’impossibilità di fare il corteo sta nel fatto che fosse sia già presente una manifestazione di disabili. Certo c’è da temere che i black-bloc in carrozzella possano interagire violentemente con altri poveri disgraziati già provati da un evento sismico ... ma a chi vogliamo darla a bere? ... non è forse che entrambi i cortei sono insoddisfatti della gestione di questo momento di crisi; sono esasperati dall’osservare che la sola priorità del governo è licenziare un decreto che di fatto salva il fondoschiena di amministratori corrotti e ladri tutelandone la privacy nei confronti degli organi di polizia.
Mi sembra tuttavia di rammentare che non più tardi di qualche mese fa, una manifestazione già autorizzata in sostegno dell’acqua pubblica si stesse svolgendo a Roma ma nessun problema, venne sollevato da parte della questura per farne sfilare un’altra, a favore del governo (anche in quel caso una ridicola dimostrazione di forza da parte di una maggioranza regolarmente eletta e che a dire del suo leader godeva del consenso di oltre il sessanta per cento degli italiani).

Da valsusino ho ben chiaro cosa significhi soffocare una protesta civile espressa con rispetto della democrazia da parte delle forze di polizia; quegli stessi cittadini in divisa cui il governo avrebbe tagliato anche le tredicesime. Mi sono chiesto più volte cosa possa passare nella testa di un celerino nel momento in cui comincia a percuotere un uomo inerme; quale violenza debba scatenarsi per proseguire nel pestaggio anche quando una donna cade a terra ed è palesemente inoffensiva (fatto accaduto nei pestaggi in Valle di Susa).

Esprimo quindi la mia piena solidarietà al popolo aquilano, non compiangendone le disgrazie ma cercando con loro di raddrizzare ancora una volta lo sguardo dell’uomo onesto che non ha nulla di cui vergognarsi davanti ai venditori di illusioni ed ai politici, capaci di cavalcare la folla solo quando se ne ricava un diretto consenso da spendere in sede elettorale o per riguadagnare punti, quando è incapace di risolvere altri impellenti problemi a livello nazionale quali: la disoccupazione, la crisi delle famiglie che non riescono a raggiungere il ventisette del mese, la scuola, volutamente svuotata di valori e le migliaia di giovani il cui futuro si delinea immancabilmente nella disoccupazione o nell’emigrare come i loro nonni...

Infine un pensiero rivolto ai rappresentanti del popolo, liberamente eletti e degni rappresentanti dei loro elettori di cui un giorno sì e l’altro pure, non dimenticano di sciorinare il ritornello di avere ricevuto il mandato di governare e di onorare il patto sottoscritto in sede elettorale.

Un bel pugno in pieno viso ad un parlamentare la cui unica colpa è di non appartenere al proprio schieramento politico e di svolgere anch’egli il proprio mandato: fare opposizione. Dopo l’atto violento di due parlamentari del Popolo delle Libertà, a ben poco valgono le scuse dell’onorevole Bonaiuti. Alle persone oneste, un pugno dato da un parlamentare al collega deputato in un’aula del parlamento della Repubblica forse meriterebbe qualche cosa in più che delle scuse.

Se io mi produco in un simile atto sul posto di lavoro rischio il licenziamento, se lo faccio per strada, vengo per lo meno fermato e condotto in commissariato ... e per un parlamentare quali sono le conseguenze?

Bruno

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Proteste degli Aquilani a Roma, almeno 3 feriti


Ci sono in giro numerosi video (1, 2, 3, 4...) che in queste ore stanno circolando in rete. Un gruppo di circa 5000 aquilani si è recato a Roma per protestare e denunciare le misure del Governo nei confronti del terremoto che ha colpito l'Aquila più di un anno fa. Alcuni di questi manifestanti, colpevoli solamente, come dice il ragazzo nel video, di essere terremotati, sono stati presi a manganellate e spintonate dalle forze dell'ordine. I feriti fino ad adesso sono 3 e lo stesso sindaco dell'Aquila ha ricevuto numerosi spintoni e pestoni.

I manifestanti sono adesso in Piazza Navona (qui e qui la cronaca della giornata) e le tensioni continuano, anche se non ci sono più stati scontri con la polizia.


Il Tg1 naturalmente è riuscito a dare la notizia a modo suo: gli scontri a Roma, considerati da numerose testate la notizia più importante del giorno sono state inserite nel Tg1 dopo lo sport, lasciate quasi come ultima notizia.
Sul sito del Tg1 invece è ancora peggio: la notizia viene descritta ribaltando con i toni negativi la situazione, gli Aquilani insomma assomigliano ai famosi anarco-insurrezionalisti, tanto citati da chi vuole screditare una manifestazione

Ma com'è possibile che nel 2010 sia ancora possibile che persone che manifestano per i propri diritti siano malmenate e fatte passare dalla parte del torto? Com'è possibile vedere ragazzi ridotti ad una maschera di sangue come quello nella foto relegati a notizia poco importante o censurati del tutto?
Come mai la polizia con i manganelli colpisce sempre la testa quando per sedare basterebbe colpire zone non vitali? Le forze dell'ordine devono mantere l'ordine o diffondere il caos ordinato dai superiori?

Spero sinceramente che notizie come quella di oggi riescano a turbarmi sempre e a turbare tutti voi, perché il giorno in cui una notizia del genere ci sembrerà normale o poco importante avremo definitivamente perso tutti quei valori per cui l'uomo si ritiene superiore ad un animale e saremo, cosa non meno importante, in un regime.

Matteo

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Siamo tutti del Ghana

Per una mezz’ora circa, ieri, ho deciso di interrompere il mio digiuno calcistico (iniziato già prima dell’uscita di scena degli azzurri) e di guardare con mio figlio la partita dei quarti di finale Uruguay - Ghana.
Debbo dire sinceramente che mi sono subito appassionato al livello agonistico espresso dalle due nazionali e soprattutto alla foga del gioco ancora in campo nonostante si giocassero i tempi supplementari.
Trovandomi all’estero, in una sala con parecchie decine di altri telespettatori stranieri, con un commentatore francese e seguendo due nazionali lontane dalla mia realtà, mi sono trovato a godere per una volta il vero valore del calcio giocato non subendo la trappola della partecipazione per una formazione rispetto all’altra.
Tutto questo è però durato poco. E’ bastata qualche azione ghanese per farmi trovare simpatica questa nazionale e per partire con un semplice paragone tra il fervore atletico di questi calciatori e tra quanto dimostrato al mondo dai nostri azzurri.
Ho pensato alle decine di pubblicità che hanno investito sulla nostra immagine di campioni del mondo uscenti, magari contando di poterle mantenere in onda almeno fino alla semifinale e mi sono chiesto se il cuoco della nazionale continuerà a comprare decine di barattoli di Nutella adducendo la sua responsabilità: “siamo campioni del mondo”.
In vacanza, ancora l’anno scorso si vedevano un gran numero di bambini stranieri sfoggiare la maglia della nostra nazionale, quest’anno ho contato almeno tre Kakà, due Messi e parecchi altri di cui non ricordo il nome, ma nessun italiano.
E’ abbastanza evidente che almeno i ragazzini rincorrono gli eroi sportivi del momento ed ora noi siamo tutto tranne che campioni.
E così mi trovo a tifare Ghana e non sono solo perché scopro con soddisfazione che anche il resto della sala esulta ad ogni azione condotta con orgoglio da questa nazionale africana. Mi ritrovo a poco a poco anche nello spirito degli spettatori neri che, inquadrati dal teleobiettivo, sono spesso colti in cenni di preghiera. Anch’io provo a invocarlo chiedendo un po’ di onore per questo popolo e dopo il rigore che colpisce la traversa al 120’ mi rendo conto che almeno in questa occasione il Padreterno forse ha cose più importanti cui dedicare attenzione e mi chiedo se veramente l’Uruguay stia così bene da non meritare anche lui qualche soddisfazione.
Resto però attaccato al televisore ed attendo i calci di rigore che regaleranno all’Uruguay il biglietto per le semifinali. Ormai il mio tifo è definito e soffro ad ogni rigore nullo del Ghana.
Mi sento però almeno rinfrancato dal fatto che questi atleti, anche se eliminati con onore potranno sperare in un ingaggio in questo nostro calcio opulento e in declino. Al gol finale che sigla la vittoria dell’Uruguay si leva nella sala un “nooo!” gridato a un sol voce ... mi volto e osservo ... siamo tutti del Ghana.

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Le liste farlocche mettono a rischio Cota

Vi ricordate il post di Alessio riguardo le liste farlocche presentate per le regionali? Parlavamo dei Verdi Verdi, una lista col nome praticamente uguale a quello dei Verdi alleati della Bresso.
In seguito nei vari approfondimenti sulle regionali eravamo ritornati più volte su questo punto.

Le regionali hanno dato la vittoria a Cota con uno scarto esiguo ed ora queste liste farlocche rischiano di riportare alle urne tutti gli elettori,  il Tar ha infatti ammesso i ricorsi che accusano alcune liste di irregolarità (Verdi Verdi, la lista di Scanderebech e Pensionati per Cota). La decisione sarà presa resa nota il 15 luglio.

Così ha commentato Roberto Cota:

"Io sono solidale con i giudici, non ho nessuna voglia di fare pressioni nei loro confronti, quelle pressioni che invece sta facendo la sinistra. Sono però amareggiato perchè uno quando governa e ha vinto le elezioni si aspetta di trovare una opposizione, non dico che ti aiuta, ma che ti contrasta sulla politica. Vedere che la sinistra in Piemonte è arrivata a questi livelli di scadimento dispiace"

Trovo l'ultima frase particolarmente triste, poiché è un'implicita ammissione che chi cerchi di incoraggiare la ricerca della verità giuridica stia facendo una cosa deprorevole.

Matteo

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Vacanze per il blog


Anche per il blog arriva il meritato periodo di riposo.
Non si tratta però di un vero e proprio stop per il blog, continuerò a postare articoli per il blog, ma in queste due settimane di vacanza il ritmo dei post diminuirà per permettermi di godere un po' queste vacanze.

Matteoblog

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