Se Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, non ha mai brillato per acume politico e popolarità, né ha mai dimostrato di saper raggiungere “altezze” intellettuali e morali degne di un ministro della Repubblica, ha ora toccato il fondo insultando i lavoratori precari della Pubblica amministrazione, definendoli “il peggio dell’Italia”. Se l’attuale governo e la sua miserrima compagine ministeriale hanno abituato gli italiani allo scandalo, ai pruriti sessuali di un patetico primo ministro, al disumano razzismo della Lega, al servilismo idolatra di lacchè e ruffiani verso il premier e al continuo ricorso alla legiferazione d’urgenza per parare culi e salvaguardare imputati e indagati dall’azione della “magistratura comunista italiana”, oggi la misura è colma e il vaso della democrazia “sottratta” sta versando tutta la sua fiele. Nessuna immunità, nessun impedimento, nessuna mitigazione possono permettere agli italiani di subire altri oltraggi, proni come le peripatetiche di stato o come i cercatori di alleanze della “scillipotiana” scuola. Brunetta non ha solamente sbagliato dimostrando fin dove può arrivare la sua bassezza morale e politica, né ha agito d’impulso nel clima di sbando di un governo che riceve sberle dagli elettori e che arranca maldestramente verso riforme promesse e mai concluse. Il ministro Brunetta è un estremista esagitato che ha frainteso e soverchiato i limiti del suo mandato e del pudore insultando pesantemente tutta la generazione precaria d’Italia. Solo per questo dovrebbe andarsene fra il clamore e il biasimo dell’intero Paese. Non pretendo scuse, che non potrebbero essere accettate, né mi aspetto che la alticcia e ormai furibonda cricca di governo prenda le distanze dal ministro. Resta solo la cacciata a suon di calci, il confino dell’abietto ministro in una zona oscura e disagiata, che sta oltre gli spazi politici e la memoria. Se l’Italia “migliore” non osa prendere a pedate l’indegno ministro occorre accettare il capovolgimento dei giudizi e affidare il compito a tutta l’Italia peggiore. Mirate bene! il calcio nel culo, data la scarsità di spazio fra i due, analoghi punti anatomici, potrebbe diventare un calcio sulla nuca.
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qualcosa sta cambiando... lentamente, ma sta cambiando!!
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