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La Coerenza della Lega: Renzo Bossi

La chiamano "Roma Ladrona". Loro gli onesti, lavoratori che fanno funzionare l'Italia, studenti preparati e colti...Almeno così predicano.
Il Carroccio è sempre stato contrario al nepotismo e al clientismo fatto proprio dalla vecchia DC e oggigiorno troppo radicato in ogni partito del nostro Paese. Inoltre è superfluo ribadire il concetto anti-meridionalista che "Bossi & Co." continuano a esultare, andando contro ai valori che sono scritti sulla nostra costituzione. Ma questo soltanto a parole...

Iniziamo con il ricordare che il Senatùr, primo promotore dell'inferiorità degli abitanti del mezzogiorno ha sposato una siciliana ed ha avuto un figlio, Renzo Bossi.
Ed è proprio su di lui che oggi ci concentriamo: la "trota" (N.B. Come il padre ha dichiarato pubblicamente di chiamarlo nell'intimità delle mura domestiche) è appena diventato membro dell'Osservatorio dell'Expo di Milano creato appunto dalla Lega.
Va bene, potrebbe esserci un piccolo aiuto da parte del papà, ma probabilmente Renzo è una persona qualificata per esercitare tale compito.
Questo non possiamo dirlo, ma possiamo sottolineare che è stato bocciato per ben 3 volte all'esame di maturità (alla faccia della supremazia del nord in campo scolastico). Inoltre ha inventato ed è il primo promotore del gioco online pubblicato sul sito del Carroccio "Rimbalza il clandestino". In questo "game" bisogna rispedire indietro più barconi di clandestini possibile. In un clima in cui l'Europa ci ringhia addosso per la nostra politica nei confronti degli immigrati è di sicuro un eccellente prova di dialogo la creazione di una simile scempiaggine. Ma "Bossino" è anche il Team Manager della Nazionale Padana, fantomatica squadra nordica composta da dilettanti e qualche ex dei nostri campionati (A, B e serie pro). Da notare che la Padana è iscritta all'NF-Boarg, un'organizzazione che riunisce tutte le squadre delle entità territoriali non riconosciute come nazioni, organizzazione non riconosciuta dalla FIFA.
Insomma, il ragazzo di fatti in disaccordo con la politica etica della Lega ne ha fatte. Ma non finisce qui!
Bossi senior ha fatto si che l'onorevole Francesco Speroni, eurodeputato a Strasburgo per il Carroccio, conosciuto dai più per le sue affermazioni (poi sempre smentite in linea con la politica dell'attuale governo) del tipo : « Gli italiani fanno schifo e l'Italia fa schifo perché non vuole essere moderna. Hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri » (in seguito al fallimento del referendum del 2006 sulla questione della devolution) scegliesse come portaporse...indovinate chi? Massi, proprio Renzo Bossi.


Sommando quindi lo stipedio percepito come membro dell'Osservatiorio "Fantasma", a quello di portaborse in europa giunge a percepire la discreta somma di 12.000 euro al mese. Non male per un neo-diplomato (dopo averci provato ben 4 volte!).
Cara Lega, mi duole arrivare a parafrasarti con il più classico dei proverbi, ma che in questo momento ti si addice più che altri: si predica bene, ma si razzola, non male, malissimo!
Verce, the returns =)


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Fini: una bufera di reazioni


Proteste e reazioni a raffica si sono levate dai suoi alleati, da Bossi a Berlusconi, passando per Feltri. Tutto contro lui: Gianfranco Fini, Presidente della Camera e uomo importante del Pdl.
Fini si era detto preoccupato riguardo la legge sull'immigrazione, definendo la sua migliore, anche se necessaria di tagliando.

Compagno Fini, “sei ancora di destra?
L'attacco più duro è arrivato da Feltri, proprio sull'editoriale del “Giornale”, di cui è direttore da poco.

Dando direttamente del tu a Fini Feltri lo rimprovera duramente per averlo attaccato senza indagare:
Hai espresso un'opinione dura verso di me senza conoscere, nella migliore delle ipotesi, i fatti. Se li avessi conosciuti saresti stato prudente. Invece hai sparato per il piacere di sparare o per convenienza, che è anche peggio. Prima di unirti al coro invocante la mia crocifissione in piazza, dato che non sei ancora il segretario del Pd, bensì il presidente della Camera, avresti dovuto informarti.
L'editoriale continua criticando ora le politiche meno dure nei confronti dei gay:
Prendo atto che in un biennio hai cambiato posizione sui gay e non li consideri più immeritevoli di stare in cattedra. Però un'altra volta avvisaci prima delle tue virate (...). A proposito di virate: sei ancora di destra o da quella parte ti sei fatto scavalcare da Berlusconi?
A te non premono le soluzioni sennò faresti proposte, anziché lanciare critiche alla tua stessa maggioranza (...). Miri al Quirinale perché hai verificato che la successione a Berlusconi avverrà con una gara cui è iscritta una folla. Consiglio non richiesto: rientri nei ranghi. Torna a destra per recitare una parte in cui sei più credibile; non rischierai più di essere ridicolo come lo sei stato negli ultimi tempi


Fini “l'è matt”
Bossi interviene a modo suo nella questione sul voto agli immigrati lanciata da Fini: “Chel lì l'è matt”; per lui la questione è chiusa.
Come già riferito a monsignor Bagnasco anche noi vogliamo aiutarli, ma a casa loro. Se questo il presidente Fini non lo capisce è condannato a perdere altri voti”.

L'intervento finale
Berlusconi, preoccupato dell'articolo del Giornale, interviene pubblicamente prendendo per la seconda volta le distanze dal suo giornale in pochi giorni: “Come si può ben immaginare non ero a conoscenza dell'articolo del dottor Feltri sul presidente Fini apparso oggi su "Il Giornale", articolo di cui non posso condividere i contenuti. Confermo invece al Presidente Fini la mia stima e la mia vicinanza”.
Insomma: sembra essere stato proprio un cattivo acquisto Feltri: in pochissimo tempo ha reso necessario per ben due volte un intervento del premier, che ha dovuto prendere le distanze dai suoi articoli.
Feltri commenta così la presa di posizione del premier: “Quando scrivo un articolo non mi aspetto gli applausi del presidente del Consiglio, scrivo un articolo perché penso che sia giusto farlo: è la mia opinione, che non riflette quella di nessun altro e che è normale non sia condivisa da qualcuno. E se tra questi qualcuno c'è il presidente del Consiglio, pazienza






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